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FESTIVAL DI ROMA Carosone vuole fa' il napoletano


Nella sezione Off Doc un omaggio al divo Renato Carosone. Il musicista che raccontò l'Italia del dopoguerra e si ritirò con l'arrivo del rock.


FESTIVAL DI ROMA Carosone vuole fa' il napoletano
Renato Carosone
"Renato Carosone – Il sorriso in musica", diretto da Paolo Rossetti, non è solo un omaggio, un ricordo, musicale e privato, ma una lezione cinematografica in musica di un caposaldo della storia del nostro paese.
A farlo non è solo il regista del film, ma Renzo Arbore, Stefano Bollani, la moglie, gli amici: chi insomma lo ha amato ed è stato influenzato dalla sua vitalità musicale. La scoperta, come hanno sottolineato anche gli autori, di un uomo geniale nella sua capacità di sintetizzare tutti gli input che riceveva. Un attore del teatro della musica. Un pianista a livello mondiale, che con le mani faceva sembrare, in un’operazione di genialità da vero napoletano, il piano come un mandolino. Un uomo che amava le sfide, vincendole tutte a livello musicale. Un divo internazionale. Un Totò musicale. Un perfezionista.

Da passatore di canzoni di E.A. Maria, che reinterpretava arrangiandole con insoliti strumenti, alla frequentazione del circuito dei night, dove emergeva la sua formazione swing, cubana, italiana ( Modugno, Quartetto Cetra) fino infine ai tour internazionali durante i quali fu accolto come un divo internazionale.
Attraverso aneddoti, racconti e disagi viene ricostruita tutta la carriera musicale di Renato Carosone e spiegate alcune delle sue più importanti canzoni dalle quali emerge, attraverso un’operazione cinematografica, la voglia di modificare la città di Napoli.
Tu vo’ fa l’americano, la sua più nota canzone, è, infatti, la naturale trasposizione cinematografica di "Un americano a Roma" con una rilevante differenza nel messaggio trasmesso. Carosone rende omaggio ad popolo che aveva salvato Napoli, nel film emerge il ricordo di un’America grande.
Il racconto documentaristico è costruito così alternando interviste ad immagini di repertorio. Dei viaggi in Africa, dove aveva interpretato tutto il repertorio internazionale con influenze jazz; del ritorno, dopo nove anni, nella Napoli di Munastero 'e Santa Chiara, colpita dai bombardamenti e dell’inaspettato ed improvviso annuncio in televisione del ritiro di Carosone nel momento più alto della sua carriera quando nella musica internazionale irrompevano i Beatles.

04/11/2011, 09:40

Alessandra Alfonsi