Sudestival 2020
Meno di Trenta

Note di regia di "Osceno"


Note di regia di
L'osceno, il porno il luogo fisico in cui l'atto si fa esclusivamente performativo, n metaforico, n tanto meno rappresentativo, cos come avviene nello sport. E' il corpo stesso all'interno del porno a costituire lo scenario e lo spazio dell'azione. L'attore si limita ad una funzione performativa di carattere meccanico, compiendo l'azione drammatica senza introspezione psicologica. In questo modo l'azione patita dal soggetto e il corpo diviene mero oggetto.
Carmelo Bene definisce "misologicamente" il termine osceno. Il porno, lo o-scen , "a" da alfa privativo, o/a-scen, fuori dalla scena, tutto quanto non di scena. Questa definizione rafforza l'idea che il porno rappresenti una sorta di stadio avanzato di un percorso figurativo che contempla l'esclusione dell' Io. In questa direzione C.B. prende a modello il porno, come luogo determinato dall'assenza di soggetti psicologicamente e emotivamente attivi interpretandolo come luogo esistenziale della propria estetica pi che come modello peculiare.
a partire da tale premessa che il film si avvicina alla ricerca figurativa di Francis Bacon, e di gran parte della pittura moderna: il corpo non pi un' unit compiuta ed organica, o soggetto, bens una composizione, un feticcio scomposto (cubismo) o de-composto (lo stesso Bacon) nei frammenti di uno studio anatomico. Se il corpo costituisce infatti il paesaggio del porno, soggetto e poi oggetto dell' azione che avviene al suo interno, allora l' idea del film quella di liberarlo da tale meccanicit dialettica. Ci avviene prima attraverso la frammentazione dello spazio e dunque del corpo in unit percepite autonomamente, poi nella loro deformazione analogica. L' autonomia dei singoli frammenti, ora brandelli estranei al proprio spazio corporale de-costruito, porta l'osceno in una dimensione che oscilla tra il fisico (lo spazio della rappresentazione manipolato da filtri analogici che lo rendono meno riconoscibile) e il fuori campo, l'invisibile.
La dimensione immaginifica del fuori campo si rivela nel film attraverso la sua struttura ciclica. Osceno si apre e si chiude nell' ombra di un vecchio fotogramma di pellicola cinematografica in bianco e nero 35 mm in cui la mente di un uomo attraversata da un occhio che guarda verso lo schermo e che si dissolve nel finale al suo interno.
La de-costruzione avviene attraverso l'utilizzo di una camera MiniDv che riprende alcuni filmati porno concentrandosi solo su alcuni dettagli anatomici. Durante le riprese si fatto uso di pellicole super8 amatoriali e 35mm di vecchi film i cui fotogrammi sono stati sovrapposti fisicamente all'ottica della macchina digitale e ne hanno determinato le trasparenze di colore e la luminosit. Sono anche stati usati altri filtri analogici quali lenti di ingrandimento e deformanti, vecchi obbiettivi di macchine fotografiche, tubi in cartone e plastica, barattoli di vetro, gelatine colorate. Questo aspetto porta Osceno in uno spazio fisico meno riconoscibile, verso l'astrazione. Il formato digitale MiniDv a bassa definizione, viene ibridato maggiormente da un approccio analogico e materico che agisce sulle forme riprese, distruggendole, smembrandole, deformandole e contaminandole con vecchi riflessi di pellicole annebbianti. La tensione all'invisibile, al nebuloso che passa attraverso l'analogico e il filmico, una posizione estetica che scherza nostalgicamente con l'iperrealismo dei mezzi moderni, dell'alta definizione.

Giuseppe Boccassini