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Note di regia de "Il Bambino Cattivo"


Note di regia de
Fra le tante storie che originano i miei film questa è di certo la più realistica, la meno inventata. Una vicenda della quale sapevo già così tanto da esimermi dall’arricchirla con fantasiose digressioni, svolazzi.
Ogni mio apporto avrebbe pregiudicato la verosimiglianza degli eventi.
Ho detto più volte quanto a una persona anziana (e io posso considerarmi tale) sia facile sintonizzarsi con il remoto mondo psicologico dell’infanzia. Ciò che sintonizza due mondi anagraficamente così lontani, ciò che fa sì che questi due mondi sappiano comunicare a un livello profondo è la vulnerabilità, una condizione fisica e mentale che è prerogativa dei vecchi e dei bambini.
Mi sono trovato quindi a buttare giù, quasi di getto, il flusso di coscienza dell’undicenne Ildebrando Ducci, soprannominato Brando, dal momento in cui il matrimonio dei suoi genitori precipita verso un baratro senza fine. Mi sono identificato in questo bambino che assiste alla disgregazione del suo intero contesto familiare, immedesimandomi in lui in modo profondissimo, arrivando a condividere il suo pianto nei momenti in cui mi trovavo a descrivere il suo strazio.
Luigi Cancrini che di infanzie infelici sa più o meno tutto, ha letto questo mio primo “sfogo”, approvandolo da subito e intervenendo soprattutto con indicazioni di carattere scientifico procedurale. La sua approvazione ci è stata di grande stimolo.
Ritengo “Il bambino cattivo” un film necessario che fissa in modo impietoso il bersaglio che ha davanti. Un film che non ha incertezze nel denunciare, come sempre più di frequente, che la vittima più esposta nella disgregazione delle unioni matrimoniali sia proprio lui, quel figlio che non certo per sua responsabilità è condannato ad assistere da spettatore totalmente “passivizzato” allo sballottamento affettivo/istituzionale, al quale sarà sottoposto nell’autoassolversi dall’intero contesto che nel “relativismo morale” in cui viviamo si pone la sua felicità, la sua salute mentale, come ultimo dei problemi.

Pupi Avati