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Note di regia di "Italo"


Note di regia di
Il 15 marzo 2009, nelle campagne di Scicli, in provincia di Ragusa, un branco di cani randagi ha attaccato un bambino, uccidendolo. Nella stessa citt e nello stesso periodo arriva un randagio che conquista laffetto dellintera comunit fino a diventarne beniamino. Da questi due fatti di cronaca, e dal mio incontro con lui, Italo, compagno di un pomeriggio d'estate, prende spunto il film.
La Sicilia notoriamente terra di contraddizioni esposta all'arrivo di stranieri, dominatori, che allo stesso tempo lhanno soggiogata e arricchita. Italo Barocco fotografa un'immagine della Sicilia che si misura con l'accoglienza da un punto di vista inedito. la storia di un paese ferito che riesce, superati pregiudizi e diffidenze iniziali, a ricevere l'altro. Anche se lo straniero in questo caso un randagio amabile e benevolo.
E' la storia di un'amicizia tra un bambino solitario e taciturno e un cane speciale. Carmelo, detto Meno, e Italo. Non solo quindi le vicende di un cane singolare realmente esistito, che andava a Messa e guidava i turisti, ma anche un racconto di formazione. Sullo sfondo di questamicizia si muovono gli altri personaggi, gli abitanti del paese. Personalit che caratterizzano fortemente la piccola comunit in cui la storia si sviluppa, come il sindaco, la maestra, l'assessore, le comari, i vecchietti che trascorrono le giornate in piazza su una panchina, personaggi estrapolati dalla schietta quotidianit che, con le loro peculiarit, danno pennellate di colore e autenticit alla storia.
La Sicilia viene spesso raccontata come reticente, questo film vuole pi volentieri mostrare la genuinit di questa terra, l'arguta autenticit dei suoi abitanti, alleggerendo con natio umorismo le sue apparenti contraddizioni, tutto sospeso un palmo sopra la realt, uno sotto la fantasia. La messa in scena indugia sullarchitettura settecentesca tardobarocca delle ambientazioni, sulla pietra dura delle grotte nelle cave naturali scavate dai secoli, trapassando scorci e raffigurando paesaggi delle citt di Scicli e Modica, componendo un affresco fantastico della Sicilia moderna baciata dall'Unesco, con una manifestata e citata ammirazione nei confronti dei pittori contemporanei che hanno scelto questi luoghi come scenario per le proprie raffigurazioni.
Una storia vera incredibile, inseguita, romanzata e scritta con passione, che ha commosso intensamente chi l'ha letta, determinando un cast eccezionale, raro ed unico per un'opera prima, del quale mi inorgoglisce particolarmente la partecipazione dei maggiori esponenti attoriali che la Sicilia vanta in questo momento, oltre ai prestigiosi cammei, uno su tutti quello di Piero Guccione. Una storia vera che ha determinato affezione nei luoghi e momenti delle riprese e nelle successive lavorazioni tecniche, seducendo e conquistando chiunque ne abbia incrociato il corso degli eventi, quasi come si incontrasse lui in persona, Italo.
E parimente le vicende dei due nuclei di questo film, adulti e bambini, si intrecciano nell'incontro con Italo. Ognuno di loro affronter un cambiamento, specie Meno, che trover attraverso questo fantastico randagio la chiave di volta per crescere. Ma Italo non apparterr mai a Meno, n a nessuno. Italo un dono, il cane di tutti e di nessuno, e amatissimo andr via lasciando un insegnamento che sar pi forte della sua presenza.

Alessia Scarso - Regista