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Note di regia di "Sul Nome B.A.C.H. -
Contrappunti con l'Arte della Fuga"


Note di regia di
Johann Sebastian Bach
Beethoven diceva che Bach non era un ruscello ma un mare.
La musica di Bach sta a un piccolo film come un oceano sta a un guscio di noce: non potendo in alcun modo esservi contenuta, se ne pu cogliere solo la sua decantazione e la sua astrazione.
Larte della fuga, senza apparente destinazione strumentale e senza un nome (il suo titolo fu apposto probabilmente dal figlio C. Ph. Emanuel o da Marpurg) lasciata incompiuta da Bach e costituisce, insieme alle ultime, per certi versi enigmatiche, opere (Lofferta musicale, le Variazioni Goldberg, le Variazioni canoniche), un cosciente testamento per il futuro, per leternit.
La fuga, per sua natura musicale, un motore perpetuo, che non ha fine, per cui solo uninterruzione brusca pu porvi termine. La sua incompiutezza indice della sua smisurata compiutezza.
Il pensiero che viene trasferito sulla carta e ritorna alla mente di chi legge diventa cos la sintesi perfetta del genio di Bach e della musica stessa. E come per magia pu essere racchiusa in quel picciol vaso che la lanterna magica del cinema, in cui troveranno posto anche le tante vicende e i tanti luoghi vissuti da Bach.
Laltra sfida quella di calare questo pensiero musicale, destinato probabilmente alla sola tastiera, nella matericit e concretezza dei colori di tutti gli strumenti possibili, come un gigantesco clavier lumire, quasi a renderlo tangibilmente e prepotentemente visibile a tutti.

Francesco Leprino