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MEDFILM FESTIVAL - A Catania i Peccati degli altri


"Gesù è morto per i peccati degli altri: le Buttane di San Berillo" un film di Maria Arena narra sette storie di prostituzione tra omosessualità e religione


MEDFILM FESTIVAL - A Catania i Peccati degli altri
"Gesù è Morto per i Peccati degli Altri" al MedFilm festival
Maria Arena e Josella Porto si inoltrano nel quartiere di San Berillo di Catania, uno dei più grandi mercati del sesso povero d’Europa, per raccontare la storia di sette prostitute transessuali attraverso la loro quotidianità e relazione con la fede.

“Non sempre la bellezza paga” sostiene una di loro, ma di certo l’allegria con cui affrontano le giornate e l’autoironia che le accompagna, rendono questo lavoro assolutamente vincente. L’obiettivo è quello di ridare dignità alle “buttane”, riportando le loro storie, le loro riflessioni e drammi, a partire dalla relazione con la fede.

Vi è un equilibrio tra la naturalezza delle loro vite, dai gavettoni fatti in strada, le feste a sorpresa per il compleanno o le prime lezioni di guida, alla parte più intima delle loro storie: l’inizio della trasformazione così come il rapporto con Dio. La festa di Sant’Agata o quella del Carmine, vivamente sentite in una città come Catania, segnano il tempo del film, le parole, i gesti e i drammi come quello di Wonder, rendono invece più intimo l’intero lavoro. Il pubblico si affeziona a ognuna di loro, ai loro lati più forti così come alle loro debolezze.

In mezzo a questo dialogo aperto e sincero si inseriscono personaggi come Simone, un fotografo che vuole raccontare in modo un po’ provocatorio o quella di un politico che le invita a frequentare un corso di assistenza infermieristica.

"Gesù è Morto per i Peccati degli Altri" rivela anche una professionalità di intenti; vengono fatte le giuste domande anche quelle più difficili (Perchè fai la prostituta?) senza però una volontà di giudizio. “Gesù è morto per i peccati degli altri, non per i miei” diceva Patty Smith, la grandezza di persone come Franchina, Meri, Marcella è proprio da rivedere in questa totale e pacifica relazione con la fede. Da peccatrici si sentono amate e amano Dio, più di chiunque altro buon fedele.
Parafrasando la sezione del Med Film Festival, questo lavoro è una vera perla del cinema italiano perché riesce a dirci qualcosa di nuovo.

08/11/2015, 15:42

Marta Leggio