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MEDFILM FESTIVAL - Gregoretti, una vita tra arte e spettacolo


Premio alla Carriera a Ugo Gregoretti, uomo eclettico di teatro, cinema, scrittura che ha rifiutato ogni tipo di specializzazione per dedicarsi completamente al suo tempo.


MEDFILM FESTIVAL - Gregoretti, una vita tra arte e spettacolo
Ugo Gregoretti
"Ho il primato dalle cacciate dai Festival, da Benevento a Torino. Invece dall'Anac ho deciso io di andare via". Scherza così Ugo Gregoretti al MedFilmFest alla presentazione del documentario "Apollon", una fabbrica occupata del 1969.

"Con l'Apollon volevo realizzare un confronto tra classe operaia e il patronato. Dopo alcuni mesi di crisi abilmente pilotata dai padroni, gli operai iniziarono un'occupazione durata 7 mesi. L'idea era di chiamare i cineasti e affidare loro la rappresentazione di un doc che rappresentasse questa esperienza di solidarietà".

Gregoretti aveva sposato la linea della commissione interna così coinvolse gli stessi operai "Alcuni degli operai erano degli attori nati, in grado di fare arrossire Sordi e Fabrizi". In quei mesi Gigi Proietti, Gianmaria Volonté sposarono la causa, contadini e altri operai iniziarono ad aiutare gli operai di questa tipografia come meglio potevano.

"L'unico problema era trovare tra gli operai qualcuno che interpretasse il poliziotto. Nessuno voleva mettere la divisa", racconta Gregoretti così alla fine si inventarono un escamotage. "Dopo aver riunito tutti gli operai in un'assemblea, abbiamo detto di aver scelto tra loro dei profili ben precisi per il ruolo di poliziotti. A chi si opponeva, dicevamo che era complice dei padroni proprio perchè non appoggiate la causa." In questo modo si convinsero e le riprese continuarono.

Le parole di Gregoretti hanno riportato l'entusiasmo e una generosità che si fatica a creare in contesti come quello lavorativo. Lo stesso Sandro Pertini ad esempio invitò gli occupanti a prendere qualcosa di caldo al bar del Parlamento, durante una notte in cui Roma era sotto la neve. "

Il cinema era uno strumento collaterale per la lotta operaia, un cinema libero fatto da tutti per tutti che era in grado di soddisfare il pubblico. "Quando il film fu realizzato, lo proiettammo in giro per l'Italia. Dopo la proiezione ci abbassavamo il capello per raccogliere le offerte. Così facemmo milioni e milioni di lire".

10/11/2015, 17:31

Marta Leggio