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VISIONI DAL MONDO - "Revelstoke": sulle
tracce di un antenato scmparso


La storia di Angelo Conte, un emigrato italiano in Canada, morto nel 1913 durante la costruzione di un tunnel ferroviario.


VISIONI DAL MONDO -
Il regista Nicola Moruzzi si mette sulle tracce del suo bisnonno in "Revelstoke - Un Bacio nel Vento", scomparso in un tragico incidente di lavoro, avvenuto 15 ottobre del 1913, tra le sperdute montagne del Canada Occidentale. Durante i mesi di lavoro, in quel vero e proprio inferno di ghiaccio e di pietra nella Colombia Britannica, Angelo Conte, giovane emigrato veneto di 28 anni, non smise mai di scrivere allamata moglie Anna. Cent'anni dopo, quelle lettere d'amore sono riemerse da un cassetto, dando vita ad una nuova avventura.
Il regista del documentario e pronipote di Angelo, parte per il Canada con la sua compagna Irene, sulle tracce del bisnonno scomparso, utilizzando le lettere come vera e propia mappa per ricostruire una tragica storia di immigrazione italiana.

"Revelstoke" un film di viaggio molto intimo e toccante, mescola immagini di archivio e fotografie dellepoca che ci mostrano gli ambienti durissimi nei quali dovevano lavorare molti dei nostri connazionali, giunti nel Nord America per costruire lenorme opera ferroviaria della Canadian Pacific. Nicola ed Irene si mettono in viaggio sulle tracce di Angelo, vanno a cercare la sua vecchia abitazione di Vancouver, incontrano i giovani italiani che vivono oggi in Canada e si accorgono pian pano, che per molti nostri connazionali, il miraggio del Nuovo Mondo fu una vera disfatta umana e morale. Molti giovani lavoratori, giunti dallEuropa con belle speranze di costruire e guadagnare il pane in un paese moderno, si ritrovarono ben presto alla fame e costretti a lavorare come schiavi in luoghi remoti, in mezzo a boschi e lande isolate. Anche Angelo Conte fu spedito a Glace, un paesino dove gli italiani e molti europei venivano impiegati in turni massacranti per scavare le gallerie della Canadian Pacific. Il bis nonno di Moruzzi morto proprio in una di queste gallerie buie, sepolto da una roccia, lontano migliaia di chilometri dalla sua famiglia e dal suo paese. Toccanti le scene nelle quali il regista riesce a ritrovare il punto esatto dellincidente fatale e commovente lultima lettera che Angelo sped alla moglie, come un ultimo triste bacio nel vento, prima di morire nel buio di quellinfame angolo di Nord.

13/12/2015, 08:23

Duccio Ricciardelli