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FUOCOAMMARE - Cinemaitaliano intervista Gianfranco Rosi


##BERLINALE - ORSO D'ORO 2016## Incontro con il regista del documentario su Lampedusa Orso d'Oro alla berlinale 2016 Un anno di lavoro e l'incontro con realt ed eventi che hanno sicuramente segnato il regista e che non possono non toccare lo spettatore. Due mondi che non si incontrano, quello dei lampedusani e quello dei migranti. Una situazione che non pu continuare a generare morte. La Recensione - Al cinema da gioved 18


FUOCOAMMARE - Cinemaitaliano intervista Gianfranco Rosi
Gianfranco Rosi (Foto Pietro Coccia)
Come il Grande raccordo Anulare era protagonista, ma anche solo il pretesto per il racconto di Sacro Gra, Lampedusa il centro di "Fuocoammare", il nuovo documentario di Gianfranco Rosi, ma soprattutto lo spunto per mettere a confronto due mondi vicinissimi che non si incontrano mai.

I profughi, arrivati a migliaia negli ultimi anni, continuano a percorrere quel breve (70 miglia marine) e pericoloso tratto di mare tra l'Africa e l'Europa alla ricerca di una vita migliore, anche se nell'ultimo periodo le rotte delle migrazioni dai paesi del sud del mondo si sono trasferite pi a oriente. Chi vive a Lampedusa invece, con il cuore ormai indurito di chi ne ha viste troppe, continua ad andare avanti nella normalit e, a parte rari casi istituzionali, non ha a che fare con gli sbarchi e con i profughi.

Gianfranco Rosi guarda al futuro di entrambi, seguendo un ragazzino lampedusano di 11 anni che vive la sua normalissima infanzia tra giochi, studio e tanta voglia di sapere cos' la vita, e mostrando chi, dopo travagli inenarrabili, riuscito tra lacrime e sofferenze a raggiungere una porto sicuro, almeno al riparo dalla violenza e dalla fame da cui fugge.

Forse un po' lungo e statico nella parte del racconto della vita dei Lampedusani, il documentario di Rosi non ha un solo frame di troppo nella parte dei salvataggi e degli arrivi dei migranti. La cronaca, con immagini e audio dal vivo supera la quotidianit un po' come se le vite pi travagliate attirino un'attenzione che il cosiddetto benessere tende ad allontanare.

"Fuocoammare" un film che andrebbe fatto vedere a chiunque, con l'agonia e la morte vissute direttamente dal regista che con le sue immagini invita, anzi impone una riflessione decisiva.



17/02/2016, 08:32

Stefano Amadio