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IL MINISTRO - Un riassunto sull'italico malcostume


Il nuovo film di Giorgio Amato prova a fotografare il malcostume. Eventi legati alla cronaca in una commedia che si articola intorno a una cena. Nel cast Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Fortunato Cerlino, Edoardo Pesce, Jun Ichikawa, Ira Fronten. In sala da gioved 5 maggio distribuito in 20 copie iniziali da Europictures


IL MINISTRO - Un riassunto sull'italico malcostume
Gli interpreti de "Il Ministro" di Giorgio Amato
La grande Commedia italiana di Risi, Monicelli, Scola, Germi e tanti altri aveva la caratteristica di stare un passo avanti rispetto alla societ. Questi maestri e i loro colleghi sceneggiatori mostravano aspetti della nostra Italia che loro erano in grado di percepire, svelare, descrivere, commentare e criticare prima degli altri, in anticipo sull'opinione pubblica diffusa. Guardando una commedia italiana degli anni 50-60, si aveva una meravigliata reazione di stupore che portava alla risata e alla riflessione: " vero! siamo cos! Il mio vicino di casa, il mio medico, il mio collega o capufficio si comporta cos!"

"Il Ministro", che nelle intenzioni vuole mostrare uno spaccato dell'Italia peggiore di oggi, suscita altro: "ok - si pensa - lo so gi che gli italiani si comportano cos..."
Il film di Giorgio Amato sembra in netto ritardo rispetto alla situazione contemporanea, andando a denunciare malcostume, pessime abitudini ed eventi legati a politica e cronaca che abbiamo gi stravisto sui giornali, in tv e in molti film recenti e meno recenti.
A parte il budget, che in verit si nota poco per la scelta indovinata di ambientare tutta la vicenda in un appartamento, di limitato ne "Il Ministro" c' la visione che potrebbe anticipare una realt possibile, una soluzione alla situazione attuale, un futuro magari peggiore ma sicuramente pi curioso e interessante. O pi semplicemente una fotografia originale dell'oggi.

Dunque la prevedibilit il limite de "Il Ministro". La sceneggiatura, scritta in soli dieci giorni, si limita a riportare fatti e sensazioni gi vissute, dove la fantasia e il talento sembrano coperti dalla necessit di spiegare e sottolineare ogni cosa, riempiendo il pi possibile la storia di tracce macroscopiche del malcostume pi diffuso.

Il cast sembra abbastanza ben assortito ma ha dei limiti oggettivi dettati dalla sostituzione improvvisa degli attori principali a pochi giorni dalle riprese. Gianmarco Tognazzi non Ugo e fatica non poco a sostenere il ruolo del protagonista, tenendo un unico timbro dall'inizio alla fine che ne limita la personalit. Meglio Alessia Barela e Fortunato Cerlino decisamente pi ricchi di sfumature e di cambi di registro.

28/04/2016, 17:12

Stefano Amadio