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CANNES 69 - "Fiore" di Claudio Giovannesi


Un amore che sboccia tra le sbarre di un carcere minorile. Giovannesi continua con fortuna a raccontare la realt dei giovani ai margini. Con Valerio Mastandrea e i due ragazzi alla prima esperienza cinematografica Daphne Scoccia e Joshua Algeri. In sala con BIM da mercoled 25 maggio


CANNES 69 -
Daphne Scoccia con Giovannesi a Cannes
Anche dal male pu nascere il bene, inaspettato come un fiore nel deserto. questo il senso del titolo del film di Claudio Giovannesi, "Fiore", ma anche e soprattutto la metafora della vita dei due protagonisti Joshua Algeri e Daphne Scoccia.

Lei una ragazza di 21 anni che fino a poco tempo fa faceva la cameriera, lui un ragazzo padre che nella sua vita ha preso solo due aerei, il primo diretto verso il carcere di Palermo dove stato detenuto per due anni e il secondo per presentare il suo film al Festival di Cannes. un miracolo essere qui. Fino a pochi giorni fa avevo il divieto di espatriare racconta Joshua Eravamo due figli della strada, abbiamo vissuto esperienze pesanti, ma sono diventate la nostra fortuna grazie allincontro con Claudio.

Giovannesi dopo "Al ha gli occhi azzurri" torna a concentrarsi sul mondo degli adolescenti inquieti, ragazzi di borgata per cui la piccola criminalit routine. Ambientato nel carcere minorile di Casal del Marmo, il film racconta la storia di un ragazzo e una ragazza, Josh e Daphne, che nonostante i divieti si incontrano e si innamorano.

"Fiore" il frutto di una serie di fortunate coincidenze e intuizioni. Il regista voleva mostrare la realt dei ragazzi e delle ragazze che vivono in detenzione con il maggior livello di verosimiglianza possibile: "Cercavamo non professionisti e Joshua labbiamo incontrato facendo un sopralluogo al carcere Beccaria di Milano dove aveva fatto teatro, mentre Daphne l'ho scelta dopo averla vista in un'osteria a Monteverde, serviva ai tavoli, la sua vicenda personale, la mancanza damore, aveva molti punti in comune con quella della protagonista".

Lintuizione quella di aver aggiunto al cast un attore come Valerio Mastandrea nel ruolo del padre di Dafne: Ho pensato subito a lui ha spiegato Giovannesi - Serviva qualcuno con un livello di verit altissimo per poter recitare accanto a due ragazzi alla prima esperienza.

Pur raccontando la vita carceraria con estrema accuratezza, "Fiore" non un melodramma dai toni cupi e enfatici, ma ha la dinamicit e la freschezza di una storia di adolescenti che scappano, ridono, corrono verso dove non si sa e non importa. Ho scoperto una cosa frequentando le strutture di detenzione per minori: cos come sono oggi non servono a nulla. Ci sono solo ragazzi rinchiusi, colpevoli di fronte alla legge ma innocenti in quanto giovani" dice il regista.

Dopo Marco Bellocchio e Paolo Virz, Claudio Giovannesi il terzo regista italiano selezionato alla Quinzaine des Ralisateurs: Essere qui meraviglioso, ma Cannes una giostra, poi ci aspetta la vita vera ha detto Daphne Scoccia Io e Joshua abbiamo avuto questa occasione ma ora questo fiore dobbiamo annaffiarlo.

18/05/2016, 08:11

Maria Teresa Squillaci