Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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QUANTO CI HA ROTTO JEEG ROBOT?


Ok, l'esordio di successo della stagione ha avuto il suo. Ma come si sarebbe comportato in altre stagioni? Fino a quando sarà citato e onnipresente in ogni appuntamento? Gabriele Mainetti dal parlare con tutti passa all'essere dappertutto; festival, pubblicità, premi, il tutto con un certo, nuovo distacco. Un film di scrittura e di interpreti, ma...


QUANTO CI HA ROTTO JEEG ROBOT?
Claudio Santamaria e Gabriele Mainetti
"Lo Chiamavano Jeeg Robot" è un grande film, un film di scrittura come pochi se ne fanno in Italia. Il merito è del soggeto di Nicola Guaglianone e della sceneggiatura di Guaglianone e Menotti; dei loro dialoghi, delle loro situazioni, dei loro personaggi e dei loro nomi propri.

Certo Gabriele Mainetti ci ha messo del suo, sia in fase di produzione sia nella regia, ma nel complesso il film ha avuto anche una buona dose di fortuna perché rispetto allo scorso anno e al 2014 non ha avuto concorrenti in sala e ai David, tranne "Perfetti Sconosciuti" di Paolo Genovese che lo ha battuto in non poche competizioni, prima di tutte quella degli incassi.

In assoluto nel 2015 avrebbe avuto contro Moretti, Sorrentino e Garrone e le opere prime di Edoardo Falcone con Gassmann e Giallini, Laura Bispuri e i suoi 110 Festival primo tra i quali Berlino, e altri di livello (Alhaique e Danco...), mentre quest'anno ha dovuto combattere, ad esempio nella cinquina dei Nastri d'Argento, con film d'esordio piuttosto deboli come "Arianna", "Antonia.", "L'Attesa" e "Il Labirinto del Silenzio".

Nel 2014 poi, Mainetti se la sarebbe giocata con l'esordio di Pif e "La Mafia uccide solo d'Estate", che prese tutto il prendibile, e con Sydney Sibilia anche lui autore della sorpresa "Smetto quando Voglio", prima vittima di Pif. Ce l'avrebbe fatta a raccogliere qualcosa?

Quando sono arrivati i pezzi da novanta, Jeeg Robot e il successo meritato ottenuto ai David ha cominciato a scricchiolare. La Pazza Gioia di Paolo Virzì ha fatto incetta di premi assegnati dai giornalisti di cinema, e "Veloce come il Vento", ha preso a mani basse anche il premio per il miglior attore protagonista Stefano Accorsi.

I quattro David agli attori, sono arrivati sullo slancio della simpatia: Claudio Santamaria battuto ai Nastri appunto da Accorsi; Ilenia Pastorelli, superata senza sforzo dalla professionalità della coppia Bruni Tedeschi-Ramazzotti, Antonia Truppo giustamente battuta da Greta Scarano per il ruolo decisivo in Suburra. L'unico che ha meritato al 100% i voti in tutti e due i più importanti premi italiani, Nastri e David, è stato lo Zingaro di Luca Marinelli.

Insomma, il mito (molto romano?) di "Lo Chiamavano Jeeg Robot", ci ha un po' stancati con il regista e produttore Gabriele Mainetti un po' meno disponibile a parlare "con tutti" di quando il film era in fase di lancio e di uscita e un po' più attratto dalla legittima monetizzazione di un successo, di critica e di pubblico, in cui non tutti hanno creduto dall'inizio.

Viva "Lo Chiamavano Jeeg Robot" (ce ne fossero), grande Mainetti, ma adesso voltiamo pagina e aspettiamo il prossimo.

09/07/2016, 10:20

Stefano Amadio