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MISTER UNIVERSO - Dopo i festival in sala dal 9 marzo


Il film di Tizza Covi e Rainer Frimmel su Arthur Robin, passato alla storia come “l’Ercole Nero”.


MISTER UNIVERSO - Dopo i festival in sala dal 9 marzo
"Mister Universo" ha ottantasette anni, è originario della Guadalupe. Ora abita in Italia, nelle brumose pianure di Varallo Pombia, vicino a Novara. Il suo nome vero è Arthur Robin anche se è passato alla storia come “l’Ercole Nero”. È stato lui, infatti, il primo campione di colore a guadagnarsi il titolo più importante del body building, nel 1957. E intorno a lui, alla sua fama leggendaria, dovuta alla sua abilità di piegare il ferro a mani nude, Tizza Covi e Rainer Frimmel hanno costruito il loro ultimo film, "Mister Universo", appunto, unica pellicola a parlare italiano (produzione: Austria/Italia) al 69° Festival del Film di Locarno: qui, la giuria del Concorso gli ha attribuito una Menzione Speciale con la motivazione che "tocca il cuore", la giuria Fipresci il Premio della Critica Internazionale e ha inoltre vinto l’Europa Cinemas Label, il Secondo premio della Giuria dei giovani e ha avuto una Menzione Speciale dalla Giuria del Premio Ecumenico. A seguire, ha avuto una Menzione Speciale al Festival du Nouveau Cinéma di Montréal e il Premio della Giuria al festival di Marrakech.

"Mister Universo" sarà proposto in concorso domenica 22 gennaio 2017 al 28° Trieste Film Festival ( dal 20 al 29 gennaio), il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale.

"Conosciamo Arthur da moltissimo tempo" – spiega Tizza Covi – "il suo mondo, la sua storia ci hanno affascinato da subito. Appena è stato possibile, abbiamo scritto un film in cui lui è il motore e il fine della storia. E il simbolo di un mondo che sta scomparendo e che noi volevamo assolutamente raccontare”. Il mondo che sta finendo è anche quello di Tairo e Wendy i due giovani artisti circensi che non si riconoscono più nel loro mestiere: Tairo è un domatore di tigri e leoni che fatica a lavorare (gli animali sono vecchi e stanchi) e Wendy ha delle difficoltà con il suo numero da contorsionista per via di un problema... La crisi per Tairo è tutta da attribuirsi alla fortuna, che si convince di aver perduto insieme all’amuleto che tanti anni prima Mister Universo gli aveva regalato. Per Wendy invece la cattiva sorte dell’amico dipende dal malocchio. Affidatisi ognuno a modo proprio alla superstizione (“per Tairo la felicità è assicurata da un oggetto portafortuna, mentre per Wendy l’unico modo di aiutare Tairo lo indicano i tarocchi”, sottolinea la Covi) si mettono sulle tracce di Arthur, convinti di poter far cessare la mala sorte grazie ad un nuovo talismano creato da lui. Il tempo che non torna è incarnato da personaggi che rappresentano chiaramente la fine di un’epoca, come lo zio di Tairo, cantante di balera che rinnega il suo passato, o la scimmia che ha lavorato con Adriano Celentano, ne La dolce vita, in Phenomena, etc".

"Gli animali nel nostro film sono importantissimi" – dice la Covi - "simboleggiano un tipo di vita, quella del circo, che tra qualche anno non esisterà più. Volevamo fotografare questo mondo che si sta esaurendo e che da qualche tempo seguiamo con grande interesse - non a caso abbiamo scelto ancora una volta di usare la pellicola, anche questo il simbolo di un periodo finito per sempre. Tairo lo abbiamo conosciuto molti anni fa mentre giravamo Non è ancora domani (La Pivellina). Come facciamo con tutti i nostri personaggi, non lo abbiamo mai perso di vista e così appena si è presentata l’occasione gli abbiamo proposto di fare se stesso in questo film. Per di più, utilizzare spesso gli stessi volti per i nostri film ci aiuta ad eliminare la distanza tra la realtà e la macchina da presa".

E il circo, come si sa, stretto tra crisi economica, polemiche animaliste e bambini sempre più attratti da altri divertimenti, si trova in grandissima difficoltà con spettatori e incassi in netto calo: è di questi giorni l’annuncio che il Circo Barnum chiude dopo 146 anni. Il rischio, in mancanza di soluzioni, è che vada perduta una tradizione straordinaria che ha plasmato l'immaginario di intere generazioni e ispirato il genio di artisti come Federico Fellini.
Ma Mister Universo sa andare oltre la problematica “chiusa” della crisi del circo e si apre alla crisi esistenziale di un giovane che non trova più sicurezza nel suo lavoro, che si sente messo all’angolo dalla sfortuna e che ha come unico vero punto di riferimento gli amici, i genitori, la sua ragazza, fiduciosa e intraprendente.

"Mister Universo" uscirà nelle sale italiane il 9 marzo distribuito da Tycoon Distribution, nuovissima distribuzione indipendente, spin-off del circolo The Last Tycoon, associazione di cultura cinematografica che opera a Padova da quasi vent’anni curando la programmazione d’essai del cinema Lux, sala d'essai per eccellenza, attenta a proiettare e valorizzare il cinema d'essai e quei titoli di qualità spesso emarginati dalle grandi distribuzioni. Il contatto sempre più frequente con distributori indipendenti “in sintonia” con le scelte culturali del circolo e la frequentazione dei vari Festival, hanno portato alla decisione di cimentarsi in un progetto distributivo “mirato” di cui "Mister Universo" rappresenta il primo, esemplare, titolo. Lo spirito squisitamente culturale del circolo e della sua emanazione distributiva si evidenzia in quel Tycoon che rimanda al titolo originale del film di Elia Kazan ("The Last Tycoon" -1976, in italiano "Gli Ultimi Fuochi") e alla mitica "scena del nichelino":

19/01/2017, 14:44