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TANA LIBERA TUTTI - Storia di Emiliano e Flavia


TANA LIBERA TUTTI - Storia di Emiliano e Flavia
A due anni dal film desordio Al mare (2004), Vito Palmieri ritorna dietro la macchina da presa per dirigere un nuovo cortometraggio, Tana Libera Tutti, che sar candidato ai David di Donatello del 2006 come miglior corto e che godr anche di un buon successo internazionale vincendo il terzo premio al Festival Within the family a Novosibirsk in Russia nel 2008 e venendo selezionato al NICE Festival e al San Paolo Film Festival in Brasile.

Emiliano un bambino appena arrivato in citt che fatica a rapportarsi e a giocare coi coetanei, nuovo e molto timido, per questo i bambini non gli danno confidenza. Lui per non se ne cura un granch, ha occhi solo per Flavia, la vicina di casa, una bambina molto carina che gioca insieme alle compagne.
Pian piano Emiliano viene coinvolto nel gioco e riesce addirittura a parlare con Flavia, superando rapidamente limbarazzo che lo affliggeva. Alla fine inizia la scuola e i due bambini, vicini di banco, pongono le basi per unamicizia che, magari, in un futuro non troppo lontano, potrebbe diventare qualcosa in pi.

Palmieri disegna un mondo quotidiano che sembra essere, a tutti gli effetti, pensato e disegnato a misura di bambino. Attraverso linnocenza del loro gioco, lo sguardo dei bambini diventa la lente attraverso cui tutto viene mostrato. Ne sono un esempio il susseguirsi di soggettive di Emiliano su Flavia, ma soprattutto il modo in cui sono rappresentati gli adulti.

La mamma di Emiliano e la maestra sono fondamentali ma, indubbiamente non sono i protagonisti della storia e vengono mostrati solo attraverso il dettaglio di alcune parti del corpo, proprio perch cos che sono visti dai bambini.
Della mamma infatti vediamo solo la parte inferiore del corpo, con il volto e parte del busto lasciati fuoricampo; riguardo la maestra invece, vediamo le mani e la bocca, ovvero le parti del corpo sulle quali evidentemente Emiliano si focalizza.
Nel finale la maestra viene mostrata in volto: evento simbolico del fatto che Emiliano e Flavia sono finalmente a proprio agio a scuola e, ora che si conoscono, guardano alla vita con maggiore sicurezza, forti dellinconscia certezza che non c pi nulla da temere.

Alessandro Testa

28/03/2017, 09:01