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FESTIVAL DI LECCE XVIII - "Silenzi e Parole"


Peter Marcias presenta il suo documentario a Lecce. Due realtà lontanissime nelle intenzioni le cui strade si sfiorano soltanto nel finale.


FESTIVAL DI LECCE XVIII -
Un frate Cappuccino nel doc "Silenzi e Parole" di Peter Marcias
Di tutto rispetto le intenzioni di Peter Marcias nel voler raccontare due realtà come l’associazione Arc e la comunità dei frati Cappuccini; poco appetibile invece lo svolgimento del film che si trascina lento e ripetitivo fino a un venerdì santo che i due gruppi vivono in maniera differente ma, riflettendo, in fondo non troppo.

Marcias riesce a coniugare tre delle cose più noiose al mondo: la messa, una riunione associativa e il documentario italiano contemporaneo, riuscendo sempre a mostrare il prima di ogni evento raramente il durante. Dunque, tra infinite camminate in città dei personaggi che non riescono comunque ad acquisire un carattere, lunghi discorsi sul da fare per l’evento che si sta organizzando e corposi stralci di vita monastica, i due momenti culminanti che le due comunità stanno preparando, la Quaresima e la Queeresima, vengono relegati in due brevi processioni finali.

Forse lo stile, forse il tema rendono “Silenzi e parole” estremamente pesante e privo di documenti che possano definire un’immagine utile ad apprendere e capire queste realtà. Le settimane in cui è diviso il documentario sono separate da cartoni animati di scarsa qualità racchiusi in infiniti quadri di ben 30 secondi ognuno e recanti soltanto la scritta “Prima settimana” o “Venerdì”.

“Silenzi e Parole” sembra un film senza idee, con uno spunto potenzialmente interessante ma che non riesce a decollare facendo incrociare le due strade narrative o presentando personaggi capaci di stimolare interesse e coinvolgere lo spettatore.

06/04/2017, 10:03

Stefano Amadio