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SOLE CUORE AMORE - L’eroicità del quotidiano


In sala daL 4 maggio il film di Daniele Vicari sui problemi e le difficoltà della società attuale attraverso lo sguardo di due donne lavoratrici e precarie


SOLE CUORE AMORE - L’eroicità del quotidiano
Isabella Ragonese in "Sole Cuore Amore"
Eli (Isabella Ragonese) ha un lavoro da barista a Roma, ma vive sul litorale; ogni giorno (domenica inclusa) per raggiungere il posto di lavoro impiega due ore cambiando un autobus e due metro. E non è una giovane al primo impiego, è una madre di famiglia, con un marito disoccupato e quattro figli piccoli.

Nel suo stesso palazzo vive Vale (Eva Grieco), diametralmente opposta, una ballerina di danza contemporanea che lavora in coppia con Bianca (Giulia Anchisi) spesso in discoteche e locali notturni.
Single, con tendenze omosessuali, ha un difficile rapporto con la madre che non accetta che la figlia abbia lasciato l’università per fare un lavoro che non le dà nessuna sicurezza economica e, ai suoi occhi, nessuna posizione sociale.

Eli e Vale, tuttavia, sono le due facce della stessa medaglia, e, ognuna con le sue scelte, rappresenta una generazione precaria, costretta a fare i conti con l’insicurezza economica e le difficoltà della vita di ogni giorno.

Come riscattare un presente poco soddisfacente? La risposta data da Daniele Vicari, regista e sceneggiatore del film, è nei rapporti umani. Alle spalle di Eli c’è la sua famiglia, a cui lei tiene, e che, nonostante tutte le difficoltà, è il rifugio e la sicurezza di tutta una vita. Importante è inoltre l’amicizia tra le protagoniste, Eli e Vale, che pur essendo così diverse, si definiscono “sorelle”.

"Sole cuore amore" mostra la quotidianità della vita delle protagoniste, seguendole nello scorrere ripetitivo delle azioni, ma cogliendo anche la poesia di uno sguardo, di un sorriso, capaci di mostrare quanto ancora c’è di buono oggi nel mondo. Oltre la frenesia delle azioni, c’è la bellezza dei rapporti umani, l’importanza delle persone che amiamo.

Oltre la banalità di un titolo pop più adeguato ad una commedia che non all’amarezza del film di Daniele Vicari, si celano tematiche significative ed attuali, e un sapiente lavoro attoriale. Vicari fugge il lieto fine, e chiude con un finale molto amaro, che, quasi in contraddizione con tutto il film, abbandona il messaggio di speranza di cui si faceva portatore.

05/05/2017, 16:42

Rita Bennardello