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A CIAMBRA - Quando la realtà diventa romanzo


Il 31 agosto esce il film di Jonas Carpignano, vincitore a Cannes del Europa Cinemas Label. Il racconto di un'avventura nata per caso, un viaggio all'interno di una comunit chiusa seguendo le orme di un ragazzo rom che cerca di crescere in fretta. Con la produzione esecutiva di Martin Scorsese, distribuito da Academy Two


A CIAMBRA - Quando la realtà diventa romanzo
Pio Amato in "A Ciambra" di Jonas Carpignano
IL FURTO
A Jonas Carpignano, regista italo-americano, circa 5 anni fa viene rubata un'auto con dell'attrezzatura cinematografica e, per recuperarla, si ritrova nella comunit rom di Gioia Tauro in Calabria.

Questo il primo incontro fra il regista di "A Ciambra" e la realt raccontata nella sua seconda opera. Sebbene non sia dei pi piacevoli, questo incidente sar la scintilla che dar vita a un film intenso, reale e affascinante.

PIO AMATO
Carpignano ci racconta la storia di Pio Amato, un ragazzino di 14 anni che si ritrova in un momento di passaggio: non pi un bambino ma non gli permettono ancora di essere un adulto a tutti gli effetti e aiutare a gestire gli affari illeciti di famiglia. Vive questa situazione di stallo e frustrazione, finch suo fratello e suo padre non verranno arrestati e potr dimostrare di essere cresciuto, portando a casa i ricavi dei suoi primi furti. Quando per capir davvero cosa vuol dire essere adulti e, soprattutto, cosa significa essere uno zingaro, con i suoi pro e i suoi contro, dovr fare i conti anche con se stesso.

TRA REALT E ROMANZO
La forza del film nella sottile linea che si crea fra realt e romanzo, fra documentario e finzione. Tutto ci che vediamo vero ed gi accaduto: Carpignano ha scritto la sceneggiatura a contatto con la comunit di Ciambra, spesso semplicemente limitandosi a trascrivere fatti e dialoghi nero su bianco. Questo si nota e crea quella potenza emotiva che travolge lo spettatore. In questo processo la sensibilit e l'attenzione del regista sono impeccabili, ma il merito va anche alla famiglia scelta, la quale ricrea se stessa davanti alla camera, senza filtri e sovrastrutture.

MARTIN SCORSESE
L'intento documentaristico a volte rallenta l'azione ma leffetto finale comunque di un film dimpatto e ben strutturato, forse anche grazie a Martin Scorsese, produttore esecutivo del film, che in fase di montaggio ha voluto dare il suo apporto tecnico.


Elisa Pulcini

24/08/2017, 09:05

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