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LA FUGA - La falsità del mondo, la verità delle persone


Stefano Calvagna, il regista italiano più solitario, underground e dalle produzioni a basso budget, è tornato nelle sale italiane con un nuovo progetto che mostra le luci e le ombre della nostra società. Un mondo in cui non ci sono eroi e tutti i personaggi indipendentemente dal loro ruolo si espongono con i propri limiti profondamente umani. Con Claudio Vanni, Sveva Cardinale, Lucia Batassa, Massimo Bonetti


LA FUGA - La falsità del mondo, la verità delle persone
"La Fuga" di Stefano Calvagna
Protagonista della vicenda Valerio, interpretato da un credibile e coinvolgente Claudio Vanni, un piccolo delinquente innocuo e vittima delle critiche condizioni economiche, che spinto dal senso di vendetta per la travagliata ed evitabile morte della madre compie il colpo grosso nella banca in cui ella lavorava.

Ricercato, si rifugia nell'appartamento di una escort, interpretata da Sveva Cardinale, la quale è inizialmente inconsapevole del fatto commesso dal suo "cliente". L'attrice per la seconda volta interprete in un film di Calvagna, questa volta conquista uno spazio drammaturgico e visivo, con lunghi primi e primissimi piani, prima d'ora mai concesso nel cinema italiano ad una transgender. Pian piano tra i due, accomunati da una vita di sofferenze e discriminazioni, nasce il desiderio di essere amati e amare l'altro per ciò che è senza giudizi ed etichette.

Dall'altra parte invece ci sono i media ossessionati da notizie superficiali e artefatte più che dalla ricerca di verità, e le forze dell'ordine di cui Calvagna, che interprete un poliziotto dal grilletto facile, denuncia corruzione, abuso di potere e raccomandazioni, con le quali sono capaci di incastrare poveri innocenti e salvare i loro uomini o chi è di loro interesse.

Nonostante qualche imperfezione tecnica, le scelte registiche non troppo attente all'estetica e alcune esplicite spiegazioni da parte dei personaggi, "La fuga" scorre senza appesantire lo spettatore. La forma imperfetta, probabilmente dovuta al basso budget, non intacca le decise intenzioni e la poetica di Calvagna intrisa di umano, di amore e di odio come canta il regista interpretando le parole scritte per lui da Roberto Vecchioni.
Un film tanto semplice quanto forte che arriva a tutti senza le pretese intellettuali e le ricercate regie della cinematografia contemporanea.

28/08/2017, 09:50

Chiara Preziosa