Sudestival 2020

VISIONI FUORI RACCORDO X - I titoli del concorso italiano


VISIONI FUORI RACCORDO X - I titoli del concorso italiano
Una scena di "Waiting for Giraffes"
Annunciati i titoli che questanno competono per il Premio al Miglior Documentario Italiano della decima edizione di VISIONI FUORI RACCORDO Rome Documentary Fest, lunico festival romano interamente dedicato al Cinema del Reale che questanno si svolger a Roma dal 15 al 19 novembre 2017.

Sostenuto da Regione Lazio Assessorato alla Cultura e dalla SIAE Societ Italiana Autori ed Editori, il festival, oltre a una sezione internazionale e ad eventi speciali, si caratterizza per il suo concorso dedicato alle opere italiane che questanno porta a Roma nove documentari presentati in sala assieme ai loro autori.

Questa selezione in qualche modo la conferma del fermento, seguito e raccontato anche negli anni passati, che anima il mondo del cinema documentario italiano, afferma il direttore del Festival Luca Ricciardi. C una nuova generazione di cineasti che naviga in mare aperto, esplora linguaggi, forza confini, rimette in discussione convenzioni e approcci consolidati. Una generazione che Visioni fuori Raccordo vuole continuare a raccontare.

Storie e linguaggi fuori dalle mappe comuni hanno sempre caratterizzato Visioni Fuori Raccordo. Anche questanno per il concorso italiano offre uno sguardo dinsieme sulle vicende e le sfide che dai molti angoli del mondo meritano di essere raccontate.

I documentari in concorso di questa edizione tratteggiano una geografia culturale in trasformazione, che allinea in unorbita comune territori, immaginari figurativi e linguaggi distanti fra di loro spiega il curatore della sezione italiana Giacomo Ravesi Le spiagge di Ostia toccano il deserto di Wirikuta, cos come le nuove generazioni cinesi si apparentano ai desideri comunitari di giovani italiani. Allo stesso tempo, gli interni domestici rivelano drammi e gioie familiari che risuonano fin oltreoceano nelle esistenze di individui in Africa, in Cisgiordania e in Brasile. Un viaggio nel mondo e dentro lindividualit della societ contemporanea, che il documentario italiano sta promuovendo attraverso un aggiornamento valoriale e generazionale".

Lomaggio prima di tutto a Roma e alle sue periferie con il racconto felliniano de "Il Principe di Ostia Bronx" di Raffaele Passerini: due attori che, non piegandosi allidea di essere rifiutati dal teatro, dallAccademia e dal Cinema spostano il loro palco sulle spiagge nudiste di Ostia. Anche le magnifiche campagne attorno ai Castelli Romani fanno da scenario alla storia di un gruppo di giovanissimi che con le loro allevamento di api decide di andare contro le leggi del mercato ne "Il Tempo delle Api" di Rossella Antinori e Darel Di Gregorio. Anche quella di Sami, il veterinario protagonista di "Waiting for Giraffes" la storia di una sfida: quando le giraffe vengono a mancare nello zoo palestinese di Qalqilya, Sami determinato a farle tornare. Presentato in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Documentario di Amsterdam IDFA e distribuito internazionalmente dalla francese Cat&docs il film dellitaliano Marco De Stefanis racconta attraverso il cammino del dottor Sami la realt e la complessit del conflitto israelo-palestinese.
Sono pi intime ma non meno intense le sfide della coppia di registi Laura DAmore e Danilo Monte, che decide di mettere a nudo la propria esperienza di fecondazione assistita con" Vita Nova", e soprattutto la sfida raccontata dal film "The Good Intention"s in cui la giovane regista Beatrice Segolini (in co-regia con Maximilian Schlehuber) torna fra le mura domestiche per portare avanti una missione: rompere il tab della violenza familiare.
La possibilit e la speranza che per chiunque ci sia posto nel mondo sono invece raccontate da Simone Carnesecchi e Tommaso Lusena de Sarmiento in "Simplemente Estamos Aqu", storia di un uomo e del suo particolare punto di vista attraverso il deserto messicano di Wirikuta.
E un mondo senza pi unidentit invece quello dei giovani protagonisti di "The First Shot", premiato come miglior film alla 53sima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, in cui i registi Federico Francioni e Yan Cheng mostrano la prima generazione nata dopo la protesta di Piazza Tienanmen in Cina attraverso il presente di tre ragazzi cinesi alla ricerca di s.
Oltre alla Palestina e al Messico due prospettive singolari ci raccontano anche lAfrica e il Brasile. La prima mostrata attraverso il particolare sguardo di un uomo non vedente con il film vincitore del Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival 2016 "Moo-ya" di Filippo Ticozzi. Il secondo con "Lepanto - lultimo Cangaceiro" di Enrico Masi visto in questo caso dagli occhi di un inglese che dopo aver perso la propria casa in occasione delle Olimpiadi di Londra, alla vigilia delle nuove Olimpiadi in Brasile, decide di recarsi l diventando lultimo Cangaceiro, leggendario brigante brasiliano difensore degli oppressi.

A determinare il miglior documentario sar una giuria composta dal regista Daniele Vicari, lattrice Valentina Carnelutti e il giornalista Roberto Silvestri. Sar assegnato durante la cerimonia conclusiva il Premio al Miglior Documentario Italiano consistente in 3 minuti di materiale darchivio del valore di 4500 euro offerto da AAMOD - Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico. Per i film in concorso previsto anche il Premio Cinema del Reale: il regista e direttore dellomonimo festival Paolo Pisanelli selezioner un documentario della sezione Concorso Italiano che sar invitato e premiato alla XV edizione della Festa di Cinema del Reale, in programma il prossimo luglio 2017 a Specchia, nel Salento.

26/10/2017, 09:31