Sudestival 2020

Note di regia di "I Ragazzi della Resilienza"


Note di regia di
I Ragazzi della Resilienza
Quando il mio amico Andrea Paone, nonch sceneggiatore e protagonista, mi ha presentato il progetto, mi sono sentito molto onorato, perch per me finalmente avevo la possibilit di girare il mio primo cortometraggio serio. Ho letto la sceneggiatura e subito mi ha colpito; mi ha colpito la storia, in particolare perch anche se di sceneggiatura originale, raccontava fatti puramente veri e purtroppo successi realmente in passato (la crudelt dei tedeschi, la sofferenza di donne e bambini e l`eroismo dei partigiani).
Proprio da qui, sono partito e in fase di regia ho costruito il racconto visto dal mio occhio, visto dalla mia cinepresa. Ho creato una regia a tratti filosofica e riflessiva, come si noter nei dialoghi dei partigiani ma per cercare di non distogliere l attenzione del fatto che erano discussioni fatte in guerra ho creato movimenti di macchina, usando poche volte il cavalletto stabile e concentrandomi molto di pi in riprese con steadycam. Nelle scene di guerra ho eseguito una regia frenetica, dove ho cercato di essere un attore del cortometraggio, muovendo la camera in modo sporco e scorretto, cercando di portare lo spettatore a immaginare confusione nel tempo di guerra. Per quanto riguarda le i quadrature mi sono focalizzato su molti primi piani in particolare di donne e bambini per cercare di ricreare quelle sensazioni e quelle sofferenze che passavano in tempo di guerra. Per concludere, ho cercato di raccontare la storia, vista dal mio punto di vista, cercando di portare lo spettatore all`interno del cortometraggio, e cercando di comunicare al futuro di avere rispetto per il passato.

Francesco Sorresina