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Note di produzione de "Il Sole Sulla Pelle"


Note di produzione de
Con Massimo Bondielli condividiamo l’idea che con il cinema si possano raccontare storie difficili, storie locali, legate a un territorio particolare, dove il dolore, la sofferenza, la felicità e i sogni dei protagonisti riescono ad emozionare gli spettatori di ogni Luogo. Abbiamo provato a farlo con “Se io fossi acqua”, documentario che racconta il superamento del trauma di un’alluvione da parte di una comunità di una piccola valle dell’Appennino Ligure, attraverso la condivisione e il legame di appartenenza con il proprio territorio. Condivisione e Ascolto caratterizzano il nostro modo di fare cinema. Nel tempo abbiamo costruito un gruppo di lavoro compatto, in cui tutti conoscono e di fatto “vivono” la storia raccontata. Questo costituisce l’approccio produttivo della Caravanserraglio Film Factory. “Il sole sulla pelle” è la storia di Marco Piagentini e della strage ferroviaria di Viareggio. Il film documentario è un “progetto” partito nel 2014 e che ha portato dapprima alla realizzazione del cortometraggio “Ovunque proteggi” (2015), embrione narrativo de “Il sole sulla pelle”. "Ovunque proteggi" regia di Massimo Bondielli, scritto da Massimo Bondielli e Gino Martella e prodotto dalla Caravanserraglio Film Factory è un cortometraggio che in 12' minuti cerca di raccontare la dimensione umana, materiale, sconvolgente e inaccettabile di quanto accaduto la notte del 29 giugno 2009 nella stazione ferroviaria di Viareggio. La strage che ha ucciso 32 persone bruciate vive nelle loro case. “Ovunque proteggi” è stato selezionato a 25 festival e con 9 premi vinti, è tra i documentari italiani più premiati del 2015. Il 21 maggio 2016 a Cannes, Massimo Bondielli e Marco Piagentini hanno ritirato il premio di Best Documentary vinto al Global Short Film Awards di New York. Nella motivazione del premio si legge: Un film italiano dal messaggio universale. Dopo un viaggio narrato in più di 100 proiezioni, il cortometraggio “Ovunque proteggi” ha vinto la Menzione Speciale ai Nastri d'Argento 2017 con la motivazione "per l'attenzione al sociale e l'attualità". Il tempo, per raccontare storie, è necessario. In una storia come quella della strage ferroviaria di Viareggio è fondamentale prendere respiri. Sperimentare di volta in volta una possibile distanza. Un nuovo punto di vista. Avvicinarsi e tornare a sé. Credo sia indispensabile a livello umano e nella prospettiva di un film. Esplorare con umana curiosità il rapporto che ognuno di noi ha con il dolore, le grandi paure e i grandi sogni. Marco Piagentini è un superstite di quella strage. Ha perso due figli di 2 e 4 anni, Lorenzo e Luca, e la moglie Stefania di 39 anni. E’ ustionato sul 95% del corpo e vive con Leonardo, oggi 15enne, anche lui sopravvissuto alla tragedia. A distanza di 8 anni dalla strage ferroviaria di Viareggio, Marco Piagentini partendo da un letto di un reparto grandi ustionati, con coraggio, compassione e saggezza è riuscito a creare un valore umano inestimabile. Lui ti fa vivere tutto questo con leggerezza, magari davanti ad un piatto di testaroli al pesto e un buon bicchiere di vino. Così tutto ti sembra "normale". “Il sole sulla pelle” è sostenuto dalla Toscana Film Commission, da L'Aura - Scuola di Cinema di Ostana di Giorgio Diritti e Fredo Valla, dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio “Il Mondo che Vorrei – ONLUS” e dai sostenitori della campagna di crowdfunding conclusasi con successo sul portale di Produzioni dal Basso. Lo sforzo produttivo della Caravanserraglio Film Factory e dei suoi sostenitori ha consentito di terminare la fase di sviluppo e produzione dell’opera. Ora non rimane che percorrere il viaggio!