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ADRIAN - Il nuovo show di Celentano tra le polemiche


Un non-show che ha attirato una pioggia di critiche già prima della messa in onda: dopo settimane di spot assordanti le prime due puntate di “Adrian”, il nuovo programma firmato Adriano Celentano, sono andate in onda in prima serata su Canale 5 il 21 e il 22 gennaio trascinandosi dietro mille polemiche.


ADRIAN - Il nuovo show di Celentano tra le polemiche
Una scena di "Adrian"
Celentano, ancora una volta, rimane maestro nell’arte di riuscire ad attirare l’attenzione anche solo giocando sul dubbio “ci sarà, non ci sarà”. La serie animata vede protagonista "Adrian", aitante e giovane alter ego di Adriano Celentano, un orologiaio che vive in un distopico futuro in cui è al comando una feroce dittatura che vieta ogni forma di cultura e bellezza. Un mondo caratterizzato da omologazione e consumismo, in cui la natura è assente e la violenza regna sovrana. Il semplice orologiaio si trasformerà in un eroe mascherato che fa il verso a Batman. Sicuramente un prodotto insolito per il palinsesto della tv generalista immersa nel mare magnum dei reality e degli inflazionati programmi di cucina.

Le introduzioni ai primi due episodi, in diretta dal teatro Camploy di Verona, si sono rivelate, parafrasando il tormentone di Celentano, un “lento” show senza senso in cui un Nino Frassica stranamente sottotono e Francesco Scali, suo collega in “Don Matteo”, vestiti da frati, hanno portato avanti un siparietto scialbo e imbarazzante. Davvero difficile per il comico siciliano fare peggio di così. Per non parlare dei retorici monologhi di Natalino Balasso su reality e omologazione raggiunto nella seconda puntata da Giovanni Storti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo anche lui ormai con poco da dire. La presenza così agognata del “Molleggiato” si è limitata a pochi minuti e a qualche battuta nella prima puntata e a una comparsata muta nella seconda mentre in pubblico del Camploy lo acclamava a gran voce. Sono purtroppo lontani gli anni di “Rockpolitik” e delle chiacchierate con Dario Fo, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci, solo per citare qualche nome.

Così i temi cari a Celentano come omologazione, consumismo, immigrazione e politica, sono stati riversati sul tanto discusso film animato che vede la collaborazione dei maestri Milo Manara per i disegni e Nicola Piovani per le musiche. Autoreferenziale e autocelebrativo, il protagonista Adrian è un orologiaio che vive in Via Gluck e la sua sexy compagna ha le fattezze di una giovane Claudia Mori e delle eroine dei fumetti di Manara. Tra scene di nudo, amplessi soft che hanno scatenato l’ira di molti genitori che hanno gridato allo scandalo, Adrian si fa paladino di giustizia e portatore di bellezza sfidando il potere e instillando nel popolo schiavo la ribellione. Come? Attraverso i messaggi presenti nelle sue canzoni. Tanta retorica e niente di nuovo in queste prime puntate che mostrano come Celentano abbia perso in parte il suo piglio scivolando nel secondo episodio in un’infelice battuta sessista che di certo non lancia un messaggio positivo: “Se aveste bevuto qualche bicchiere in meno avreste evitato l’approccio con dei tipi poco raccomandabili” dice Adrian a due ragazze che salva da un tentativo di stupro. Un’arretratezza che non ci si aspettava dal “Molleggiato” e dal suo clan.

23/01/2019, 10:32

Caterina Sabato