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Nuovo Cinema Aquila

LA CASA DEI BAMBINI - Al cinema dal 5 febbraio


Un racconto che nasce dalla tragedia della Shoah e la restituisce a un esito di solidariet e speranza. Una storia che ha avuto casa e corpo in Italia per la regia di Francesca Muci.


LA CASA DEI BAMBINI - Al cinema dal 5 febbraio
Una scena di "La Casa dei Bambini"
Nelloccasione della Giornata della Memoria, il 5 febbraio 2019, arriva nelle sale un racconto straordinario, che nasce dalla tragedia della Shoah e la restituisce a un esito di solidariet e speranza. Una storia che ha avuto casa e corpo in Italia.

la Storia di 800 bambini orfani a causa della macchina di morte dei campi di sterminio. L, nel buio della Storia, la brigata di genieri ebraici dellesercito britannico, la Solel Boneh si impegn affinch i bambini che avevano subito la perdita della famiglia potessero avere la possibilit di una ripartenza, di un sorriso, di una nuova vita. Per tre anni, dal 1945 al 1948, questi bambini furono ospitati calorosamente da Selvino, un piccolo comune lombardo, battezzato Sciesopoli in onore di Antonio Sciesa, un patriota risorgimentale. A Selvino, dove sorgeva una vecchia colonia dei balilla milanesi, Moshe Zeiri, il tenente direttore della colonia si impegn affinch sui volti dei piccoli ospiti, tornassero i sorrisi e una nuova vita.

la storia de "La casa dei bambini", il nuovo film documnetario di Francesca Muci, nato da unidea di Gady Castel e prodotto da Francesco Gesualdi per Camelot 2014, in associazione con Istituto Luce-Cinecitt che anche distributore del film nelle sale, e in collaborazione con Rai Cinema e Magda Film.

"La Casa dei Bambini" avr una anteprima nazionale a Luned 4 febbraio al Cinema Barberini di Roma, con una speciale serata a inviti alla presenza della regista, della produzione, del cast e di amici ospiti, e una prima romana al Nuovo Cinema Aquila Marted 5 febbraio, alle 20.00, sempre alla presenza della regista. Da qui partir un piccolo tour che vedr proiettato il film nella cornice dove nasce, a Selvino, l8 febbraio, a Bergamo il 12, a Bologna il 13 e il 14 febbraio a Milano, la citt dalla cui comunit si mosse il primo passo per laccoglienza dei bambini di Selvino.

Insieme al lavoro e alla bont danimo di tanti, a Sciesopoli si speriment uno straordinario metodo didattico rivolto ai ragazzi, che mescolava storia, tradizioni, recite teatrali e piccoli concerti. Zeiri infatti, da musicista, fece s che lattivit di un coro diventasse il fulcro di attivit culturali e di socialit. Accanto a lui Matilde Cassin ed Eugenia Cohen, figure cardine in questo percorso educativo nuovissimo, in cui cultura e societ riuscirono a coesistere perfettamente nonostante le provenienze geografiche diverse dei ragazzi e, soprattutto, nonostante le indelebili esperienze traumatiche. Si lavor duramente per riprendere i ritmi di vita normale, le consuetudini giornaliere, la dimestichezza con le nuove lingue e, semplicemente, la capacit a dormire una notte intera indisturbati da incubi notturni.

Nella colonia nacquero amicizie, amori, piccole e future comunit; inevitabilmente si mescolavano le vite dei giovani ospiti a quelle degli abitanti del luogo. Certamente con la consapevolezza per tutti, che si trattava di un momento, che quel luogo era solo un luogo di transito verso la Terra Promessa.

Tra il 1946 ed il 1949, la maggior parte dei "bambini di Selvino" fu imbarcata sulla Motonave Rondine Enzo Sereni. Quasi tutti furono accolti in Eretz Israel, nei kibbutz Tze'elim e Hanita. E tutt'ora vivono l insieme come una grande famiglia, replicando il loro felice modello-Selvino.

Adesso, dopo tanto tempo, il film tenta di ritrovare il gusto di quei sapori, di quelle voci amiche. Ripercorre le aule, la mensa, i dormitori, i giardini e i colori di quei pomeriggi in montagna, gli insegnamenti di quei maestri armati del bisogno di non far sentire pi soli i ragazzi.

Attraverso eccezionali documenti darchivio su Sciesopoli, di fotografie, di filmati del grande Archivio Luce, e delle testimonianze dei ragazzi di allora intervistati oggi, con accenti commossi, divertiti, memoriali, si ripercorre il filo di quellesperienza unica: umana, didattica, sociale, culturale nel senso pi pieno di abbraccio tra sapere e vivere.

Il film, racconto appunto di memoria e di viaggio, di Storia e di vita presente, si snoda su due linee temporali parallele e nello stesso tempo, capaci di incontrarsi. Due territori che si uniscono, lItalia con la moderna Tel Aviv, un moderno kibbutz accanto ai ricordi della colonia italiana. Tendendo tra laltro un filo che sa raccontare anche un popolo, che dellaccoglienza ha fatto vanto e motivo di orgoglio.

Un film che grazie allo sguardo di quei bambini - nelle foto, negli archivi - divenuti grandi e testimoni, ci riconcilia con la tragedia e ci permette, per un momento, di guardare con occhio sereno e vigile al passato, e di tenere per la nostra contemporaneit la memoria di una bellezza.

Una storia di convivenza e solidariet, perch al pari della memoria della violenza, giusto che il bello non vada mai dimenticato.

04/02/2019, 13:47

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