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BERLINALE 69 - Normal, il viaggio nell'italica normalita'


Il documentario di Adele Tulli, presentato nella sezione Panorma, cammina attraverso la crescita degli italiani. Un percorso chiaro, spesso incanalato, che parte dalla nascita e lì ritorna dopo i passi che appaiono "normali". In uscita con Istituto Luce a fine marzo 2019.


BERLINALE 69 - Normal, il viaggio nell'italica normalita'
Un momento di "Normal" di Adele Tulli
La normalità è relativa. Lo sguardo, il giudizio dipendono dall’occhio di chi guarda, dallo sguardo soggettivo del regista. All’inizio "Normal" è un segmento, forse una semiretta che mostra la vita che la società tende a destinarci, malgrado le scelte personali che possiamo compiere.

Adele Tulli, inizia con una mattina al parco dove il soggetto sono i bambini all’interno di carrozzine e passeggini che accompagnano le mamme nella quotidiana attività fisica per rimettersi in forma dopo gli stop forzati dalla maternità.
Le bimbe crescono e si fa presto ad arrivare ai buchi nelle orecchie. E qui, come nei migliori documentari, è la forza della piccola protagonista in primo piano, imperterrita durante l’operazione di perforazione, a bucare lo schermo, misuratissima nelle espressioni di paura e soddisfazione come pochi attori professionisti italiani saprebbero fare.

Di seguito, il singolo lascia spazio ai gruppi: pre-adolescenti, adolescenti e teen-ager camminano su binari che sembrano prestabiliti. Prima l’amicizia di genere, maschi con i maschi, femmine con le femmine; poi le prime curiosità e i primi approcci fino ad arrivare alla caccia aperta, in discoteca in un pomeriggio dalla luce accecante che, tra un pezzo tecno e un drink (speriamo analcolico) accompagna la generazione verso la coppia.

E qui la semiretta si trasforma lentamente in un cerchio, con la coppia che si forma, si sposa e si riproduce per tornare al parco, questa volta dal punto di vista delle mamme ginniche.

Fuori dal cerchio un matrimonio gay, anche questo normalissimo, quasi banale, nel suo stile forzato tra l’estetica del gran teatro dal sapore di “cultura” e una libertà tanto ricercata che ormai sembra anch’essa “very normal”.

Il documentario di Adele Tulli è puntuale e spesso divertente riuscendo in un paio di occasioni a strappare la risata.

11/02/2019, 18:08

Stefano Amadio