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LA PARANZA DEI BAMBINI - Miglior sceneggiatura alla Berlinale


LA PARANZA DEI BAMBINI - Miglior sceneggiatura alla Berlinale
La Berlinale è stata sempre generosa con il Cinema italiano. Ricordiamo l’Orso d’Oro nel 2016 a Fuocoammare di Gianfranco Rosi, il pregnante docufilm su Lampedusa e gli sbarchi di migranti.

Quest’anno, in un’ edizione alquanto fiacca, è toccata a “La Paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi, autore di film sociali quali “Ali ha gli occhi azzurri” e “Fiore”, di ricevere un premio, quello per la Sceneggiatura . A firmarla, Roberto Saviano, autore del romanzo da cui il film è tratto, e lo sceneggiatore Maurizio Braucci.

Il lungometraggio– parlato in napoletano e sottotitolato in italiano, il dialetto da uno spessore di identità all’opera, è uscito anche nelle sale svizzere con tiepidi riscontri da parte del pubblico. La paranza dei bambini è un’opera cinematografica, realizzata con sensibilità e attenzione, che ci porta nelle vie dei quartieri popolari di Napoli una città che incute soggezione e anche paura, una metropoli notturna, agitata, che si intravede ma non si scopre. Tra i budelli di strade, i vicoli, gruppi di giovani delinquenti sfrecciano sui loro potenti scooter e formano “la paranza”.

Il film è una parabola della conquista del potere malavitoso e per conseguenza dei soldi facili alla Sanità, non più quella di Eduardo del Sindaco del Rione Sanità e ai Quartieri, ma quella di oggi dove i boss camoristi spadroneggiano e impongono il pizzo. Ragazzi sono senza un entroterra
familiale, che non hanno avuto e nulla a che fare con la scuola, l’istruzione, l’educazione. Giovani che se sopravivranno ben presto da vittime, si trasformeranno e diverranno “piranes”, oppressori degli altri. Una delle scene più significative del film è quella della morte del fratello minore di Nicola, il capobanda della paranza, che resta ucciso nel maneggiare un’arma da fuoco. Una scena straziante che dice esplicitamente e con forza che ormai non solo gli adolescenti fanno parte della paranza, ma anche “e picirilli”, i bambini. Però, dalle premesse veristiche di denunzia, sfortunatamente non nasce il film.
La paranza dei bambini non prende il largo, il pur bravo Giovannesi, resta soffocato dal romanzo di Roberto Saviano. La paranza resta una parabola visiva, ma non diventa mai un vero lungometraggio. Peccato! Inoltre il film manca di quella universalità comunicativa per essere compreso e apprezzato su scala internazionale, al di là degli aspetti folcloristici dell’hic et nunc partenopei.

01/03/2019, 19:24

Augusto Orsi