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TRENTO FILM FESTIVAL 67 - Il kolossal "Amundsen" film d'apertura


TRENTO FILM FESTIVAL 67 - Il kolossal
Una scena di "Amundsen"
Dopo aver superato per la prima volta nel 2018 la soglia dei 20mila ingressi al cinema, in una citt che ne conta poco pi di 100mila, il 67. Trento Film Festival (26 aprile - 5 maggio 2019) conferma la formula di successo delle ultime edizioni, che alla programmazione di oltre 100 documentari nelle varie sezioni, dedicati alle tante anime della montagna, affianca i migliori lungometraggi di finzione di ambientazione estrema, scelti dai migliori festival internazionali, e la riproposta di film muti, classici e di culto, in nuove versioni restaurate.

nel segno dellesplorazione e dellavventura la scelta dellapertura del programma cinematografico del festival, sabato 27 aprile, con la spettacolare biografia kolossal di produzione norvegese "Amundsen", diretta dal regista candidato allOscar nel 2012 per Kon-Tiki Espen Sandberg, in collaborazione con il Norwegian Film Institute. Nel ruolo del leggendario e controverso esploratore norvegese Roald Amundsen, che dedic lintera vita alla scoperta di nuove terre, sacrificando tutto per realizzare i suoi sogni, la star internazionale Pl Sverre Hagen. Culmine del film le impressionanti ricostruzioni delle trasvolate polari dei giganteschi dirigibili di concezione e fabbricazione italiana Norge e Italia, questultima conclusasi con il tragico incidente del 25 maggio 1928, con 6 dispersi e 4 superstiti, tra cui Umberto Nobile, che resistettero sul pack nella celebre tenda rossa. Uscito nelle sale norvegesi lo scorso 15 febbraio, Amundsen avr la sua anteprima internazionale al Trento Film Festival.

Prima italiana invece per "The Sweet Requiem" di Ritu Sarin e Tenzing Sonam, presentato al festival di Toronto 2018, e seguito ideale del loro acclamato Dreaming Lhasa (2005) prodotto da Richard Gere. Ispirato a un incidente avvenuto nel settembre 2006 sul passo Nangpa-La, a 5.800 metri di altezza sul confine Tibet-Nepal, quando le guardie di frontiera cinesi aprirono il fuoco su un gruppo di tibetani in fuga uccidendo una suora di 17 anni, lappassionato racconto di denuncia di Sarin e Sonam ribadisce il loro impegno per la causa tibetana. Protagonista di The Sweet Requiem Dolkar, donna tibetana in esilio a Delhi, che 15 anni prima scapp dal Tibet compiendo un traumatico viaggio attraverso lHimalaya, con cui sar costretta a rifare i conti.

Da altri grandi festival internazionali come Berlino, Locarno e Zurigo arrivano i tre lungometraggi che completano la sezione Anteprime: "Il mangiatore di pietre" di Nicola Bellucci con Luigi Lo Cascio un cupo thriller ambientato sulle montagne tra Italia e Svizzera, dove gli spalloni di un tempo accompagnano oggi i migranti in fuga; "Fortuna" dello svizzero Germinal Roaux, filmato in un meraviglioso bianco e nero e ambientato in un monastero a 2000 metri sulle Alpi innevate, sar loccasione di un omaggio al grande Bruno Ganz, recentemente scomparso, qui in uno dei suoi ultimi ruoli; "Yara" del cineasta franco-iraniano Abbas Fahdel porter il pubblico alla scoperta della Kadisha Valley in Libano, patrimonio mondiale dellumanit UNESCO, accessibile solo a piedi o dorso di mulo, che fa da sfondo al delicato racconto di un primo amore tra la giovane protagonista e un escursionista.

Come tradizione del Trento Film Festival la celebrazione della montagna al cinema non si limita per alle novit contemporanee, ma guarda alla storia del cinema, tra classici, riscoperte e film di culto, in versioni restaurate. Torna cos anche questanno il grande spettacolo del cinema muto musicato dal vivo, unabitudine del festival e del pubblico trentino, con il recente restauro da parte del Deutsches Filminstitut di Francoforte di "Der kampf ums Matterhorn", o "La grande conquista" nella versione italiana, caposaldo del genere bergfilm prodotto nel 1928 in Germania ma diretto dagli italiani Mario Bonnard e Nunzio Malasomma. La spettacolare celebrazione di sfide e avventure alpinistiche, ricostruzione romanzesca della prima salita del Cervino da parte di Edward Whymper, verr accompagnata dalle note dellensemble Musica nel buio diretto da Marco Dalpane.

Dal Cervino si passer a unaltra vetta regina delle Alpi con la prima italiana del restauro, promosso da Path e realizzato presso i laboratori de LImmagine Ritrovata a Bologna, del film francese del 1943 "Premier de corde" di Louis Daquin, classico del cinema di montagna doltralpe, mai passato a Trento, la cui nuova versione restaurata esalta gli impressionanti scenari del massiccio del Monte Bianco, teatro della vicenda.

Confermato in programma, venerd 3 maggio, anche lappuntamento notturno con il cinema di genere, che questanno proporr agli spettatori pi curiosi e coraggiosi "Dead Mountaineer's Hotel", cult movie sovietico anni 70, folle commistione tra thriller, fantascienza e psichedelia diretta da Grigori Kromanov. Nel film prodotto in Estonia ma ambientato tra le Alpi, restaurato e concesso dallEstonian Film Institute, lufficiale di polizia Glebsky si prepara a passare una notte in un misterioso hotel di montagna, immerso nella neve, tra ospiti decisamente stravaganti che si comportano in modo sospetto e nascondono un segreto

03/04/2019, 12:09