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CIAK SUL LAVORO 14 - Dal 7 al 29 maggio
allo Spazio Alfieri di Firenze


CIAK SUL LAVORO 14 - Dal 7 al 29 maggio allo Spazio Alfieri di Firenze
Una scena di "Lorello e Brunello"
Partir marted 7 maggio 2019 con la proiezione di Rimetti a noi i nostri debiti del regista Antonio Morabito, che sar presente in sala, la 14/ma edizione di Ciak sul lavoro, rassegna cinematografica organizzata da Filcams Cgil e Associazione Anmic, in collaborazione con Spazio Alfieri di Firenze. La manifestazione, in programma fino al 29 maggio, proporr sei titoli, tutti legati al tema del lavoro, sostenuti dalle testimonianze dirette dei rispettivi autori, e protagonisti, chiamati a incontrare e dialogare con il pubblico in sala.

Afferma Gabriele Rizza di Associazione Anmic: Fra crisi invadente, disagio sociale, impoverimento culturale, et pensionabile e disoccupazione giovanile, precariato e incertezze, sfruttamento e incanaglimento, il quadro riflette lo stato di salute della nostra societ, modificando da un lato i rapporti di forza fra capitale e lavoro, e franando dallaltro su un nuovo modello di sviluppo che va al di l delle reali emergenze economiche e che alla fine certo alternativo non lo . Anzi.

La Filcams CGIL della Toscana e di Firenze sostengono quindi la rassegna cinematografica Ciak sul Lavoro perché il cinema che parla di lavoro lo fa attraverso storie e linguaggi che aiutano meglio a comprendere e ad aumentare la consapevolezza, la solidarietà e la coscienza collettiva, strumenti necessari per difendere e migliorare i diritti e la dignit delle lavoratrici e dei lavoratori, obiettivo e missione della Filcams e della Cgil - dichiara Cinzia Bernardini, Segretaria generale Filcams Cgil Toscana.

Si comincia marted 7 alla presenza del regista Antonio Morabito con "Rimetti a noi i nostri debiti", in anteprima per Firenze e primo film italiano originale prodotto da Netflix, che vede tra i protagonisti la premiata coppia Marco Giallini e Claudio Santamaria. Quasi un racconto morale che si divide fra cinismo e istinto di sopravvivenza, fra pubblico e privato, casa e lavoro, sullo sfondo di una Roma cupa e difficilmente riconoscibile. Morabito privilegia atmosfere claustrofobiche, scene in penombra e una fotografia desaturata, che incornicia le anime perse di questo girone dantesco. Film metaforico, una storia sospesa tra il grottesco e gli assurdi contrattempi della realt, riflessione noir che riduce il mondo contemporaneo a un infernale sottobosco di poteri corrotti, dominato dalla tirannia del denaro. E dove si fa strada prepotente la questione sul libero arbitrio.

Mercoled 8, ospite il regista Jacopo Quadri, tocca a "Lorello e Brunello", ovvero i gemelli Biondi, contadini di unutopia bucolica assediata dal mercato globale che vivono e coltivano il loro podere a Pianetti di Sovana, in Maremma. In quattro parti, dallestate alla primavera, il film ne segue per un anno le vite, a mungere e vegliare, con la minaccia dei lupi che stanno ripopolando le macchie, le albe, la polvere, i recinti, il fieno, le morti e le nascite, gli animali. Il caldo, la siccit, la notte. Il tempo. La solitudine. Un film sul lavoro, la terra, le stagioni. Gesti antichi e precisi, ostinazione e sconforto, rabbia e passione. Quadri affronta in filigrana la crisi della societ rurale e della cultura materiale, narra le sue dittature e i suoi resistenti, mettendo in discussione il potere della grande macchina industriale. Documentario in movimento perpetuo che non smette di spostare le zolle e di interrogare i suoi protagonisti.

Marted 14 maggio, accompagnato dall'autore, sar la volta di "Il tuttofare" di Valerio Attanasio, brillante esempio, moderno e scattante, di quel genere principe del nostro cinema, che fu la commedia all'italiana dei Risi, dei Monicelli, dei Comencini. Una commedia cattiva ma non acida, comica ma non farsesca, brillante ma non umoristica. Una storia lineare, densa e ritmata, compatta nella narrazione e leggera nello svolgimento. Sostenuta da un quartetto di attori in stato di grazia (strepitoso l'avvocatone che sa di latinorum di Sergio Castellitto). Specchio tragicomico del Belpaese, professionalmente annodato nelle maglie della spintarella e perennemente avviluppato nel giochino della raccomandazione e del veniamoci incontro. Naturalmente a fin di bene.

Mercoled 15 sbarca il Collettivo Terzo Segreto di Satira con la sua opera prima "Si muore tutti democristiani", dal chiaro riferimento autobiografico. Per i tre videomaker protagonisti del film, che realizzano documentari a tema sociale, e faticosamente provano ad arrivare a fine mese, l'ora della rivincita: un doc per una onlus giudiziariamente chiacchierata, coinvolta in uno scandalo di riciclaggio di denaro e truffa ai danni degli immigrati. Che fare? Cinico e baro come il destino, sullo sfondo di un'Italia in crisi, che contrasta con le passioni e i sogni di cui si nutre, il film costruisce una riflessione ironica e tagliente sulla situazione contemporanea del Belpaese. Il titolo cita la prima pagina del manifesto del 28 giugno 1983, il giorno dopo le elezioni politiche.

Mercoled 22 saranno Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi a parlarci del loro Metti la nonna in freezer, titolo esilarante per una storia dolceamara, ai limiti dell'assurdo, fra equivoci e travestimenti, con Fabio De Luigi, Miriam Leone e Barbara Bouchet. Commedia grottesca e scoppiettante sulla difficolt di tirare avanti ai tempi della crisi dal retrogusto anglosassone, ma che nasce da una amara riflessione, in un contesto squisitamente nostrano: la precariet abbinata all'insolvenza dello Stato che rendono il welfare famigliare l'unica ncora di salvezza. Opera prima di Fontana e Stasi, registi poco pi che trentenni, diventati famosi grazie ad alcuni video virali diffusi sul web e ai cortometraggi realizzati per Sky e Sabina Guzzanti.

La chiusura della rassegna mercoled 29 affidata al film "Le nostre battaglie" di Guillaume Senez, presentato a Cannes 2018 e premio del pubblico e premio Cipputi allultimo Torino Film Festival, che sar presentato dalla sceneggiatrice Raphaelle Desplechin. Al centro del film ci sono il lavoro, la famiglia, il sindacato, la solidariet. Valori destinati a scontrarsi con la realt molesta dei nostri tempi. Marito stordito, padre amorevole, lavoratore solidale, uomo solo, compagno deluso, Roman Duris imprigiona nel suo volto tutti i segni dell'inquietudine e dell'inadeguatezza. Senez gira con coerenza e rigore, senza fronzoli e scene madri. Segue le stagioni del cuore e i ritmi della giornata, intercetta le sfumature psicologiche dei protagonisti, con uno stile asciutto che unisce l'immediatezza alla Dardenne alla precisione formale.

06/05/2019, 12:48