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ANDREA CAMILLERI - Lo scrittore si è spento a 93 anni


Se ne va una vera e propria colonna della cultura italiana. Una carriera passata tra teatro, tv e letteratura. Tanti gli adattamenti per il piccolo e grande schermo.


ANDREA CAMILLERI - Lo scrittore si è spento a 93 anni
Non di uno scrittore, non di un regista e nemmeno di un drammaturgo. E' di una vera e propria colonna della Cultura e dell'impegno civile ciò di cui oggi il nostro Paese piange la scomparsa.

Andrea Camilleri si è spento all'età di 93 anni in seguito ad un attacco cardiaco che lo ha portato ad un mese di ricovero trascorso presso l'Ospedale Santo Spirito di Roma.

Una lunga e fortunata carriera iniziata negli anni '40 con il teatro, proseguita nei '50 in tv e verso il finire degli anni '70 con la letteratura. Una produzione sconfinata con oltre cento testi pubblicati, fra cui spicca la saga del commissario Montalbano, nata nel '94 con "La forma dell'acqua". Una serie di romanzi destinati a far innamorare lettori e non solo, perchè a partire dal '99 l'adattamento per la Rai con protagonista Luca Zingaretti, giunto oggi a tredici stagioni, diventa un fenomeno di culto con ascolti da capogiro.

"Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio 'cunto', passare tra il pubblico con la coppola in mano". Così immaginava la sua fine l'autore nato a Porto Empedocle, come un narratore che si ricongiunge alla sua gente. E proprio la sua gente, i suoi amici, i suoi colleghi, in queste ore stanno piangendo la scomparsa di un loro pezzo di vita.

In un lungo e sentito messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, Luca Zingaretti saluta così il suo Maestro: "E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all'ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita' che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l'immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell'accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c'entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, "Montalbano sono!" dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l'occhiolino in segno di intesa, come l'ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca."

Non solo Montalbano tra gli adattamenti e le collaborazioni per il piccolo e il grande schermo. Da "La mossa del cavallo - C'era una volta Vigata" di Gianluca Maria Tavarelli e "La scomparsa di Patò" di Rocco Mortelliti allo spettacolo-evento "Conversazione su Tiresia" diretto da Roberto Andò e Stefano Vicario fino alla voce prestata per il film d'animazione "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" di Lorenzo Mattotti.

Proprio lo scorso 25 Febbraio andava in onda su Rai1 l'ultimo adattamento tratto da un suo romanzo storico, "La Stagione della Caccia", e il regista del film Roan Johnson, lo ha così ricordato sulla sua pagina Facebook: "Andrea Camilleri avrebbe avuto una vita stupenda, ricca, piena, anche se il successo letterario non fosse mai arrivato. È stato allievo, insegnante, regista teatrale e televisivo, ha vissuto più vite in una. Siamo dispiaciuti più per noi che per lui. Per il vuoto che lascia, per essere stato una voce limpida a volte scomoda e contro corrente. Dalla parte degli ultimi anziché dei primi. Ho avuto la fortuna di conoscerlo meno di un anno fa. E ogni volta che entravo in quello che sembrava l’antro della sibilla, la spelonca dell’oracolo, me ne uscivo con qualche storia illuminante, con la sensazione di essermi arricchito, di essere più umano. Grazie di tutto maestro."

"Tutto è arrivato tardi nella mia vita, e questa è una fortuna: mi sento come di aver vinto alla Sisal. Il successo fa venire in prima linea l'imbecillità. Se avessi ottenuto da giovane quel che ho oggi, non so come sarebbe finita. Non conosco il mio livello di imbecillità." Il suo immenso talento, la sua fredda lucidità, la sua voce gracchiante, il suo umorismo tagliente. Mancherà tutto di questo gigante, nobile espressione di una categoria di uomini che oggi vengono definiti "d'altri tempi", forse perchè di questi tempi, in giro così, ce ne rimangono proprio pochi.

17/07/2019, 13:21

Antonio Capellupo