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VENEZIA 76 - In Concorso il Martin Eden di Pietro Marcello


Il regista torna dopo 4 anni con un film tratto dal romanzo di Jack London, ambientato a Napoli. Luca Marinelli Martin e poi Jessica Cressi, Carlo Cecchi e Marco Leonardi


VENEZIA 76 - In Concorso il Martin Eden di Pietro Marcello
Carlo Cecchi e Luca Marinelli in "Martin Eden" di Pietro Marcello
Pietro Marcello sposta in Campania il romanzo di Jack London spostandolo dall800 in un periodo moderno, non contemporaneo, poco definibile ma affascinante.
Napoli, il porto, i vicoli, la povert ma anche il benessere borghese di una citt in fondo ricca che diventa terreno fertile per la crescita della consapevolezza operaia e il passaggio, sperato, dalla schiavit alla libert.

Martin si fa da se, vuole salire i gradini della scala sociale costruendosi da s una cultura che lo rende in grado di affrontare alla pari persone diverse e argomenti ostici. Questa crescita, che Marcello e lo sceneggiatore Maurizio Braucci definiscono la nostra storia, porta Martin Eden a percorrere un sentiero di vita diverso da quello che gli era stato assegnato, facendone uno scrittore affermato, punto di riferimento (anche se fuori dagli schemi) dei lavoratori socialisti.

Pietro Marcello utilizza tanto materiale di repertorio e di archivio privato, riuscendo a mixare magnificamente le sue atmosfere con le immagini di film amatoriali capaci di raccontare vite e situazioni irriproducibili. Immagini private in grado di fare da base, da terreno fertile per lo sviluppo delle parti ricostruite.

In questa atmosfera si muovono gli interpreti con Carlo Cecchi che, come sempre, con la sua presenza riesce a far cambiare marcia alla scena.
Nel romanzo c tutto e Marcello riesce ad aggiornarlo e a renderlo interessante malgrado il secolo e mezzo di distanza: avventura, sentimento, impegno.
Forse per proprio nella parte politica che il film sembra poco aggiornato, che le tesi siano affrontate senza approfondimento, naif, messe l per sostenere una tesi, condivisibile, ma che non riesce a condurci in nessun posto nuovo e inesplorato, indispensabile per poter essere rivista e riutilizzata.

02/09/2019, 20:00

Stefano Amadio