Sudestival 2020

Note di regia di "La Scomparsa di Mia Madre"


Note di regia di
Da quando ho compiuto sette anni e mio padre mi ha regalato una telecamera e una macchina fotografica, scattare e filmare sono diventati una strategia per trattenere esperienze e persone amate, salvandole dallo scorrere del tempo.
Ho sempre cercato di fare lo stesso con mia madre ma metterla di fronte ad un obiettivo non mai stata un'impresa facile. Provavo una sorta di riverenza nei suoi confronti. Mi sembrava impossibile contenerla in unimmagine. Era troppo di tutto: troppo bella, troppo intelligente, troppo carismatica, troppo aggressiva, troppo forte, troppo profonda, troppo speciale. Nonostante fossimo da sempre molto legati (sono il suo ultimo figlio, il suo beniamino, come dice il mio nome), sempre stata un mistero per me. Le poche cose che scoprivo sul suo passato, inconciliabili con la Benedetta che conoscevo, traslavano la sua persona in una nebulosa dimensione di mito.
Con il tempo, il mio bisogno quasi fisico di trasformare il vissuto in materiale visivo mi ha portato a lavorare come fotografo, filmmaker e direttore della fotografia. Mia madre non ha mai smesso di mettere in discussione questa mia passione, spingendomi a ragionare sul valore e il potere delle immagini un veicolo di conoscenza ma anche di manipolazione, un codice che spesso rischiamo di subire perch ci mancano gli strumenti per leggerlo, decifrarlo e criticarlo.
Nel tragitto del dialogo a volte silenzioso, a volte esplicito che si instaurato tra noi su questi temi, la volont di mia madre di scomparire arrivata come una battuta finale, la boutade che scompagina tutto. Che cosa ti resta da fare quando tua madre ti dice di volersene andare per sempre? Decidere di fare questo film stato il mio tentativo di trovare una risposta. Ho ricominciato a filmare mia mamma come facevo da bambino, partendo dalle sue lezioni e guadagnando pian piano terreno, fino ad arrivare in quello spazio intimo in cui da sempre lavevo conosciuta. Lho fatto con e contro mia madre, sostenuto dalla fiducia che lesposizione del nostro conflitto (personale ma anche politico) potesse essere un modo, per quanto paradossale, di celebrare quelle domande che non aveva mai smesso di pormi.
Ora, alla fine di questo percorso, so di non essere riuscito, ancora una volta, a racchiudere mia madre in unimmagine capace di raccontarne lautenticit il valore per lei pi importante tra tutti. Anzi, al contrario, ho capito finalmente che mia madre aveva ragione. Come lei spesso ripete, ci che veramente conta, sempre invisibile.
Lessenza delle cose ha a che fare con la nostra esperienza, e sta sempre al di l di quello che possibile rappresentare.

Beniamino Barrese