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FESTA DI ROMA 14 - Rondinelli e il Carnevale di Viareggio


Intervista al regista del documentario "La Giostra dei Giganti".


FESTA DI ROMA 14 - Rondinelli e il Carnevale di Viareggio
Come è nata l'idea per un documentario sul Carnevale di Viareggio?
Jacopo Rondinelli: Cinque anni fa un amico mi ha invitato come giurato alle sfilate carnevalesche e sono rimasto molto colpito dallo spettacolo che mi sono trovato davanti. Ho subito chiesto di conoscere le persone che realizzano i carri allegorici e sono rimasto folgorato dalle loro personalità e del loro modo di vedere la vita. Ho subito sentito il bisogno di raccontare le loro storie e di mostrare il dietro le quinte del carnevale di Viareggio, visto che, prima del mio film, non esisteva nessun documento che indagava su questo incredibile mondo.

Quanto materiale hai girato e quanto tempo hai passato sul set?
Jacopo Rondinelli: Le riprese sono durate più di tre anni, perché per me era fondamentale raccontare una storia che non si limitasse ad un’unica edizione del carnevale, ma che mostrasse l’evoluzione dell’approccio satirico con cui i carristi realizzano le loro opere attraverso gli anni. Non ho fatto un calcolo preciso delle ore di ripresa ma a spanne credo di aver tranquillamente superato le cento ore.

Come ti ha accolto la "comunità del carnevale"? È stato facile o difficile entrare in confidenza con i "carristi"?
Jacopo Rondinelli: Devo dire che si è creato da subito un ottimo legame coi carristi; forse perché prima di fare il regista ho lavorato come scenografo e da subito mi sono posto parlando la loro stessa lingua. Ricordo lunghe chiacchiere durante i pranzi domenicali agli hangar del carnevale, o passeggiate sulla spiaggia al tramonto dove ho condiviso momenti bellissimi, molti dei quali sono finiti nel film.

Nel documentario emerge uno spaccato di una società al passo con i tempi, ma legata e coesa da un rito arcaico e pagano...
Jacopo Rondinelli: La forza del carnevale di Viareggio è proprio questa: connettere un antico rito con il presente, rielaborando in chiave satirica temi universali e argomenti di attualità, come il riscaldamento globale o la pedofilia. È una cosa talmente potente che unisce generazioni e estrazioni sociali diverse, tanto che a Viareggio vecchi e bambini partecipano al rito carnevalesco con lo stesso fervore, scambiandosi spesso opinioni sui carri e sugli argomenti trattati.

Nel documentario vi sono richiami ad una possibile "morte" del carnevale.  Queste preoccupazioni, sono secondo te fondate?
Jacopo Rondinelli: Ho vissuto insieme ai carristi un momento di crisi del carnevale, dovuta al dissesto del comune viareggino. Anche se il carnevale non morirà mai c’era veramente il rischio che non si facessero più le sfilate e che i carristi rimanessero senza lavoro, visto che la manifestazione viene finanziata interamente dal comune. Per fortuna si è tutto risolto e ora il Carnevale viareggino gode di ottima salute.

Hai in mente altri film sulle feste e tradizioni popolari italiane? 
Jacopo Rondinelli Si, ci sono due documentari molto interessanti sul Palio di Siena (uno si trova su Netflix). Poi, mi viene in mente Mondocane, documentario cult degli anni ’60, dove vengono mostrati anche alcune feste popolari e riti italiani.

17/10/2019, 08:17

Simone Pinchiorri