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PIERLUIGI DI LALLO - "Racconto la transizione F to M"


Il regista di "Nati 2 Volte" racconta il suo ultimo film, in uscita in tutta Italia dal 28 novembre con Zenit


PIERLUIGI DI LALLO -
"Nati 2 Volte" racconta la storia di Maurizio, che una volta era Teresa e dopo un lungo e complesso processo di transizione ora cerca di vivere, con tutte le problematiche del caso, una vita piena nel suo nuovo corpo maschile. Un trasloco forzato, dalla provincia abruzzese a Milano, una nuova esistenza che - in Italia, ancora oggi - presenta difficoltà per tutti gli altri inimmaginabili. Lo ha diretto Pierluigi Di Lallo, che abbiamo intervistato.

Il film è tratto da una storia vera.

Sì, Maurizio è un nome di fantasia ma è una persona che conosco direttamente e di cui ho voluto raccontare la storia. Parlando con lui un paio di anni fa mi sono innamorato della sua situazione, di ciò che ha vissuto e di come ora affronta la quotidianità (come l'entusiasmo per il fatto che può farsi la barba, che per me è invece una fatica enorme ogni mattina!).
Cercare di capire quali sono i meccanismi che ti portano a non accettare più il tuo corpo e a volerlo cambiare, come ha fatto lui, mi ha fatto nascere il desiderio di scrivere questo film.
Drammaturgicamente ho poi voluto aggiungere l'omofobia che ha dovuto subire da ragazzina, momenti difficili che fanno parte del suo percorso.

Come hai lavorato su un soggetto così delicato?

Credo sia il primo film in Europa sulla transizione F to M, di solito si raccontano uomini che diventano donne. Le donne che diventano uomini generalmente tengono un profilo molto basso, non vogliono apparire: anche lui vuole mantenere l'anonimato, mi ha raccontato tutto ma rifiuta - ad esempio - gli inviti per ripeterlo in televisione.
Quello che ho voluto è sottolineare la normalità della sua situazione, oggi: io non tocco il lato medico, ho toccato quello burocratico (il cambio di documenti!), cosa scatta nella sua famiglia alla notizia del cambio di sesso e, con ironia e leggerezza, i pregiudizi e le difficoltà.
Ci sono inoltre alcuni flashback di quando lui era ancora Teresa, un passaggio crudo e violento.

Come hai scelto Fabio Troiano?

Sono andato a vederlo a teatro prima di convincermi che fosse l'attore giusto. Devo dire che è stato veramente bravo! Dopo aver letto la sceneggiatura ha subito accettato senza farsi scrupoli, si è innamorato immediatamente della storia. E assomiglia molto al personaggio che mi ha ispirato.

Come si inserisce nel tuo percorso questo film?

Nasco attore, ma da sempre con la voglia di fare il regista. Anno dopo anno ho ampliato le mie competenze, sono passato a fare il coach sul set e poi l'aiuto-regista con autori sempre più importanti. Nel 2014 ho esordito nel lungometraggio con Ambo, in cui affrontavo il tema della sterilità. Vorrei continuare a raccontare argomenti importanti con leggerezza e ironia, senza volgarità: mi piacerebbe moltissimo.

05/11/2019, 18:40

Carlo Griseri