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SPAGHETTI ALLA MARTINO - In uscita il documentario su Sergio Martino


È in uscita "Spaghetti alla Martino", film documentario di Daniele Ceccarini e Francesco Tassara dedicato a Sergio Martino, uno dei pochi registi del cinema italiano ad aver attraversato con eleganza e versatilità quasi tutti i generi cinematografici


SPAGHETTI ALLA MARTINO - In uscita il documentario su Sergio Martino
Le biografie parlano di 66 regie, 44 sceneggiature, 5 film da direttore di produzione e un apice della carriera raggiunto tra i fortunati anni Settanta e Ottanta, rivolgendosi sempre ad un pubblico popolare con numerosi film diventati oggi cult; un regista un tempo snobbato dalla critica nazionale ma amatissimo dal pubblico e dai registi “stranieri” di oggi, funamboli del cinema postmoderno che attraversa i generi.

Il documentario racconta la sua carriera storicizzando la filmografia, una stagione unica, quando il cinema di genere italiano era una grande industria, la seconda dell’occidente dopo quella americana. Attraverso i racconti diretti del regista e il contributo di attori, amici e collaboratori, vengono accostati ricordi di lavoro e di vita proponendo una panoramica inedita su di un eccezionale ed elegante autore. Oltre alla testimonianza del regista Sergio Martino anche numerosi amici, attori e collaboratori partecipano al film: Lino Banfi, Pippo Franco, Milena Vukotic, Barbara Bouchet, Dario Vergassola, Martine Brochard, Hal Yamanouchy, lo scenografo Massimo Antonello Geleng, il critico Davide Pulici di Nocturno, il saggista Claudio Bartolini, il montatore Eugenio Alabiso, lo sceneggiatore Ernesto Gastaldi e il critico Marco Giusti.

Giallo, avventura e commedia sono i principali macro-filoni che caratterizzano la sua ampia carriera costellata da titoli cult come i thriller "Lo strano vizio della signora Wardh" (1971), "Tutti i colori del buio" (1972), "I corpi presentano tracce di violenza carnale" (1973), la commedia "Giovannona coscialunga disonorata con onore" con una giovanissima Edwige Fenech; "L’allenatore nel pallone" (1984), "Occhio malocchio prezzemolo e finocchio" (1983) con Lino Banfi; il post-atomico "2019: dopo la caduta di New York" (1983), fino all’azione e alla fantascienza con "Vendetta dal futuro" (1986), passando per western come "Mannaja" (1977), polizieschi come "Milano trema: la polizia vuole giustizia" (1973), noir come "La città gioca d’azzardo", (1975), avventura e cannibalico con la “trilogia della giungla” composta da "La montagna del Dio cannibale" (1978), "L’isola degli uomini pesce" (1979) e "Il fiume del grande caimano" (1979), fino al periodo televisivo, dimostrando una repentina capacità di adattamento a generi e contesti molto diversi.

22/12/2019, 09:00

Andrea Corrado