Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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Note di regia di "La Mia Banda Suona il Pop"


Note di regia di
Dopo la doppietta di successo di “Poveri Ma Ricchi”, torno a girare con Christian De Sica, che per me è più di un fratello maggiore. Stavolta un film comico con tante scene di azione. E per l’occasione riunisco la band (sia sul set che nella trama). Riecco quindi Massimo Ghini (che con De Sica ha una alchimia comica speciale), Diego Abatantuono (che, mi perdoneranno gli altri, è l’uomo che mi fa più ridere al mondo), Angela Finocchiaro (che è, semplicemente, un genio) e Paolo Rossi (che è l’unico comico che riesce a rendere “vera” anche la farsa più scatenata). Una vera e propria reunion di amici.
Di solito in un film comico l’unica vera sfida che affronta il regista è, banalmente, far ridere. Stavolta no. Per far rivivere i “Popcorn” dovevo inventare, insieme alla mia troupe, un immaginario… immaginario. I “Popcorn” dovevano sembrare realmente esistiti, con tanto di videoclip d'epoca. Per questo è stato il mio film più complesso come preparazione, tra costumi, scenografie e coreografie.
Oltre che naturalmente canzoni. Avevo deciso di non usare delle hit note, ma di far comporre delle canzoni “sanremesi” che, al primo ascolto, entrassero in testa e sembrassero dei successi degli anni ’80. Non facile, ma il maestro Zambrini (per chi non lo sa è l’autore della gran parte dei successi di Gianni Morandi e Patty Pravo) mi ha regalato il vero jolly del film: due evergreen immaginarie, con i ritornelli che più “Umberto Tozzi” di così si muore.
Abbiamo girato tra Praga e San Pietroburgo, tra luci, colori, una vera DeLorean e inseguimenti, immersi in un immaginario anni ’80 appena un po’ ingiallito dal tempo come i Popcorn stessi.
Un film per tutti e per chi non ha dimenticato la prima volta che ha sentito una canzone con un walkman.

Fausto Brizzi