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Note di regia di "Summertime"


Note di regia di
Impostare la regia di Summertime è stato, sin dall’inizio della lavorazione, una sfida ambiziosa ed esaltante: presentare alla platea mondiale di Netflix una serie italiana moderna e internazionale, che potesse parlare ai giovani, ma non solo a loro. Dopo aver diretto un film di fantascienza e una serie crime, cimentarmi con il genere teen con la stessa dedizione e attenzione che ho sempre avuto nei miei lavori, è stata un’occasione per confrontarmi con un genere che troppe volte in Italia è sottovalutato.

L’opportunità di lavorare con molti attori giovanissimi e in alcuni casi al loro debutto è stata un’esperienza professionale che mi ha arricchito profondamente. Hanno portato nel progetto un’energia straordinaria e contagiosa ed è proprio per questo che, secondo me, la serie brilla di una vitalità così naturale e peculiare.

La ricerca dei protagonisti è stata tutt’altro che semplice. Il casting è durato mesi, durante i quali abbiamo provinato migliaia di ragazzi. Li abbiamo cercati ovunque: nelle scuole, nei teatri, per strada. Solo per Ludovico e Andrea il percorso è stato più usuale data la loro esperienza attoriale consolidata.

Nella serie sono molto importanti anche i ruoli degli adulti e, anche in questo caso, l’imperativo è stato quello di scegliere i migliori attori, tra cui proprio Thony, Mario Sgueglia e Maria Sole Mansutti.

Tra tutte le parti che compongono questa serie ben riuscita, una di cui vado particolarmente fiero è la colonna sonora. Immaginando di dover ambientare le riprese sulla Riviera Romagnola, abbiamo subito pensato a Giorgio Poi. La sua musica incarna perfettamente lo spirito di quei posti e l’anima della serie: toni caldi e malinconici, felici, ma non superficiali. Giorgio è uno dei talenti più brillanti del nostro panorama cantautorale e il fatto che abbia accettato di collaborare alla serie è un dono speciale che ha dato un enorme valore aggiunto alla riuscita di Summertime. Oltre ai suoi pezzi inediti, è stato molto divertente avere la possibilità di utilizzare canzoni edite che spaziano dai grandi classici della musica italiana alle più moderne della scena indie e trap, di cui ammetto di essere un avido ascoltatore.

Da un punto di vista estetico, ho avuto grande attenzione nella progettazione di una gamma cromatica specifica, adatta ai toni della storia. Fin dai primi sopralluoghi, ho capito che la Romagna conserva una personalità estetica fortissima che arriva dai meravigliosi anni ‘60 e che sono riusciti a preservare e rivalutare, soprattutto nelle città costiere. Questo è il tipo di energia che ho cercato di portare in Summertime. Anche io sono cresciuto in una città di mare della costa adriatica, quindi sono bene impressi nella mia memoria il celeste degli stabilimenti balneari, l’azzurro del cielo e del mare, i pedalò gialli, il rosso dei mosconi di salvataggio, gli ombrelloni a strisce, i ghiaccioli colorati. Ho voluto mettere in scena colori e sensazioni ricorrenti che rappresentano anche una italianità inossidabile e riconoscibile internazionalmente, una ‘Riviera Italiana’ che sa essere spensierata come in Sapore di mare e melanconica come nelle fotografie di Ghirri. Questa è la forza visiva e spirituale della Romagna e, forse, di tutta il nostro straordinario Paese.

Il risultato finale è visibile e ben identificativo: un grande lavoro di coordinamento tra costumi, scenografia e fotografia.”

Lorenzo Sportiello





Mettermi a lavoro su questa serie, prima come scrittore e poi come regista, mi ha invitato ad andare a osservare i ragazzi e il loro mondo con occhi il più possibile nuovi e freschi, come in un viaggio nei loro sentimenti, nelle loro dinamiche emotive e nel loro modo di parlare. Per raccontare questa storia abbiamo scelto la chiave del racconto sentimentale, in cui la posta in gioco è quella di un gruppo di ragazzi, dei loro sentimenti e dell'eccezionalità di un’estate. Abbiamo cercato di indagare quel momento della vita in cui l’estate è uno spazio inesplorato, ignoto, fatto di evasione, libertà e scoperta, in cui l’amore sognato diventa realtà.

Con la scrittura e la messa in scena abbiamo cercato di creare un mondo e un immaginario che fosse contemporaneo, ma allo stesso tempo archetipico, trovando degli elementi che fossero legati all’oggi, evocando al tempo stesso un mondo di suggestioni ed emozioni, che fosse il più ampio e condivisibile possibile. Per esempio, abbiamo immerso la protagonista, una ragazza che vive i nostri giorni con fermezza e caparbietà, in un mondo sonoro del passato, facendole ascoltare canzoni italiane degli anni ‘60. Abbiamo provato a dare al racconto e ai suoi protagonisti una tenerezza e uno sguardo un po’ sbieco, che li rendesse personaggi a tutto tondo, esplorando i loro desideri, ma anche le loro paure.

Avvicinarsi con affetto e rispetto ai ragazzi e alle loro storie, pensare di essere stato uno di loro o un po’ tutti loro, questa è la sfida che abbiamo voluto raccogliere. Abbiamo raccontato i ragazzi, ma abbiamo anche cercato di interessare un pubblico più adulto, rendendo possibile un coinvolgimento diverso e andando a ritroso nella propria memoria sentimentale rispetto alla diretta immedesimazione.

Il racconto è incentrato in un arco temporale preciso: inizia all’arrivo dell’estate, quando tutto sembra scintillante di vita e di emozioni, e finisce al termine della stagione, quando il sole non brucia più e i colori si fanno più tenui. La scrittura è nata dai personaggi, dalle loro caratteristiche e dalle loro contraddizioni. Da un lato Summer, che odia l’estate e che ne rifiuta lo spirito e la ritualità, contrapposta ad Ale, che invece di estate ne ha sete perché gli è sempre stata negata per i suoi impellenti impegni sportivi. Dalla contaminazione di questi personaggi e dei loro affetti più vicini è nata la vicenda e il senso della storia. I protagonisti si incontrano, si sfiorano, si toccano e poi si fondono, in un impasto di desiderio e timore, scoprendo cose di sé e del mondo che li circonda.

Passare dai personaggi su carta agli attori in carne e ossa non è stato un processo del tutto lineare. In certi momenti la scrittura procedeva contemporaneamente al casting e ne era influenzata. Quando trovavamo l’attrice o l’attore che avrebbe interpretato il personaggio, spesso dovevamo rimodellare la scrittura su quel volto e su quella persona. Portando ognuno qualcosa di sé e cercando di creare un’armonia tra tutte le persone coinvolte, che sono tante, dalla produzione al set fino alla post produzione, abbiamo cercato di rimanere aperti, sempre un po’ curiosi e disponibili a cercare e, eventualmente, a cambiare in corsa.

Nel tono abbiamo sempre cercato l’ironia della commedia, la levità e la leggerezza, cercando di privilegiare il lato romantico. Summertime è soprattutto una storia d’amore e abbiamo cercato di raccontare che l’amore, ogni volta che arriva, è folgorante e struggente come la prima volta. E che l’estate è lì per tutti, anche per noi.

Francesco Lagi