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FESTIVAL DI LECCE - Premio Verdone, Vince Phaim Bhuiyan


L’incontro in streaming con Carlo Verdone, moderato da Laura Delli Colli, che ha annunciato il vincitore dell’XI edizione del premio dedicato al padre critico cinematografico nell’ambito del Festival del Cinema Europeo di Lecce e ha annunciato anche i suoi progetti futuri.


FESTIVAL DI LECCE - Premio Verdone, Vince Phaim Bhuiyan
“In maniera particolare quest’anno, in questo periodo dobbiamo stare vicino ai giovani che iniziano a fare cinema proprio perché è un momento molto difficile”, ha spiegato Carlo Verdone, “siamo stati bloccati noi che siamo dei veterani ma il blocco che riguarda la gioventù, quella che deve esplorare un proprio linguaggio, deve cominciare a fare la sua opera prima, questo momento di scollamento, di non aggregazione, di paura certamente non aiuta molto la creatività. Il premio dedicato a mio padre, che amava tanto i giovani, è un premio di grande incoraggiamento, non abbiamo mai sbagliato a dare i nostri premi, chi ha vinto ha continuato a lavorare. I tre autori candidati quest’anno hanno avuto tre diverse sensibilità, esplorano dei territori differenti, è un bene perché vuol dire che c’è un movimento e una creatività che non scimmiotta altri autori”.

Parla così Carlo Verdone che insieme ai fratelli Silvia e Luca premia ogni anno al Festival del Cinema Europeo di Lecce un giovane autore italiano che si è particolarmente contraddistinto nell’ultima stagione cinematografica per la propria opera prima. I 3 finalisti di quest’anno sono Phaim Bhuiyan per "Bangla", Marco D’Amore per "L’immortale", Roberto De Feo per "The nest – Il nido" e il vincitore è il giovane regista romano originario del Bangladesh, già premiato con un Nastro d’argento, il David di Donatello e il Globo d’oro, con la seguente motivazione:

“È a Roma, in una Roma periferica e multietnica che con “Bangla” Phaim Bhuiyan si mette alla prova con leggerezza ed originalità in una ricerca di sé che racconta turbamenti e dubbi adolescenziali con freschezza ma soprattutto con una sincerità a tratti perfino spudorata che diventa umorismo puro. Il suo caso di coscienza sul sesso prematrimoniale proibito dalla religione anche a un musulmano che parla molto romano si trasforma in una Bollywood al Pigneto e i suoi “comizi d’amore” con le radici in Pakistan hanno il cuore a Tor Pignattara”.

“Per me è un grande onore”, ha dichiarato Phaim Bhuiyan, “ripensando a come è nato il progetto e dove è arrivato fino ad oggi per me è un risultato sorprendente, io mi sento un privilegiato per aver avuto la fortuna di poter girare il mio primo film a un’età molto giovane, io spero che ci sarà un periodo molto fertile per tutti noi giovani registi. Io nel frattempo sto lavorando già su due progetti, purtroppo non posso dire niente, solo che saranno di due generi diversi”.

Anche Roberto De Feo, presente all’incontro stampa, è al lavoro su un nuovo film: “Sto montando in queste settimane la mia opera seconda che è un originale Netflix dal titolo “A classical horror story” che uscirà entro giugno, è un altro film di genere e non rientra negli schemi del classico horror visto negli ultimi anni, spero possa essere considerato una novità”.

Per Carlo Verdone dei mesi di lockdown molto fruttuosi che gli hanno permesso di portare a termine diversi progetti: “Insieme con i miei sceneggiatori abbiamo già approntato il soggetto di quello che sarà il mio prossimo film e stiamo lavorando anche sulla stesura di una sceneggiatura di una serie per Amazon Prime Video che ce l’ha commissionata che si chiama “Vita da Carlo”, autobiografia un po’ romanzata sulla mia vita in dieci puntate, a fine marzo siamo pronti per girare. Ho anche ultimato l’ultimo libro autobiografico che ho scritto per Bompiani che uscirà a febbraio, con il quale chiuderò lo scrigno dei ricordi di tante cose che mi andava di fermare su delle pagine di un libro, parla dell’adolescenza, dell’università e del periodo anche attuale”.

Carlo Verdone ha voluto anche ricordare Gigi Proietti, recentemente scomparso: “Ricordo che una volta chiesi ad Alberto Sordi chi fosse il migliore attore in Italia secondo lui e mi rispose: “Gigi Proietti è il migliore di tutti dal punto di vista teatrale, sul palcoscenico ha una potenza incredibile, è il migliore”, e io ero d’accordo con lui.”

08/11/2020, 08:29