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Note di regia di "Rocco Schiavone - Quarta Stagione"


Note di regia di
All’inizio di questo 2019, dopo il successo della terza stagione di Rocco Schiavone, mi è stata proposta la regia anche di questa quarta. Ho accettato con entusiasmo perché ormai è un personaggio che non solo amo ma che sento vicino come se fosse un familiare. Ho iniziato la preparazione tra le montagne innevate della Val d’Aosta nei primi mesi dell’anno, leggendo e studiando le sceneggiature sempre raffinate di Antonio Manzini. Come tutti sappiamo, l’arrivo del Covid 19 e il conseguente lockdown hanno sospeso ogni tipo di attività lavorativa e soprattutto ci hanno scaraventato tutti in un tempo sospeso e grave. Ai primi di marzo, la nostra serie - le cui riprese sarebbero partite da lì a un paio di settimane - era forse già un ricordo confuso accompagnato da un futuro incerto. Grazie allo sforzo di tutti, al desiderio di ricominciare, al coraggio del nostro produttore Rosario Rinaldo e della Rai siamo ripartiti ai primi di giugno per un’avventura nuova di cui il risultato finale era assolutamente incerto. Il mio primo pensiero è stato quello di ricominciare, di ritrovare entusiasmo attraverso l’amore per il proprio lavoro. Le difficoltà sono state molte, il rispetto dei protocolli di sicurezza, i tamponi con cadenze settimanali, l’incapacità di previsione grande nemica del nostro settore, il distanziamento sul set, etc etc. Sono sempre stato convinto che quello che distingue Rocco Schiavone è il suo cuore caldo e sofferto in contrasto con l’ambiente che lo circonda invernale e cupo. Come sappiamo Rocco è un “romanaccio” tra le montagne fredde della Val d’Aosta. Tradire questo mondo sarebbe stato tradire il cuore distintivo di questo racconto, restituirlo allo spettatore è stata quindi la mia missione, riuscire a farlo in estate la mia più grande sfida. Anche se non sta a me giudicare, mi sbilancio e posso dire con fierezza di averla vinta. Mai come quest’anno mi sento di ringraziare non solo lo splendido cast ma anche tutti i preziosi collaboratori che ancora più del solito hanno dimostrato cosa significa fare il nostro lavoro ma soprattutto farlo insieme. Buona visione.

Simone Spada