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LAGO FILM FESTIVAL 18 - Presentato il programma


LAGO FILM FESTIVAL 18 - Presentato il programma
È stata presentata il 7 luglio, in diretta dalla riva del lago di Revine Lago, la 17^ edizione del Lago Film Fest. Presenti alla conferenza stampa: Viviana Carlet, Carlo Migotto (direttori generali del festival), Morena Faverin, Mirta Ursula Gariboldi e Alessandro Del Re (nuovi direttori artistici del festival) e Massimo Magagnin (sindaco di Revine Lago).

Commenta Viviana Carlet (direttrice generale e fondatrice del Lago Film Fest): “in questi 17 anni abbiamo costruito un “luogo” di incontro, formazione e ricerca, sempre cercando di dare nuove possibilità ad artisti e professionisti indipendenti e giovani. Ci siamo riusciti, il Lago Film Fest e Piattaforma Lago - grazie anche a Fondazione Fabbri - sono ora una realtà internazionale che mette in contatto e forma i professionisti del mondo del cinema e dell’arte di domani

Commenta Carlo Migotto (direttore generale del Lago Film Fest): “ripartiamo da qui, dal Lago. Dal gruppo di talenti che lavora al festival, dalle aziende (del territorio e italiane) fondamentali per il festival - che nonostante il periodo hanno deciso di investire nel progetto e dal pubblico, che evidentemente sta aspettando questo evento, dato il quasi sold out degli abbonamenti in soli 5 giorni

Continuano Alessandro Del Re, Morena Faverin e Mirta Ursula Gariboldi (direttori artistici del Lago Film Fest): “abbiamo ripensato il festival espandendo i confini del cinema e portando tante novità: prime assolute e artisti internazionali per la prima volta in Italia, un fuori concorso ricco e sfaccettato e nuove esperienze di fruizione per avvicinare il cinema di tutto il mondo alla comunità che ci accoglie

Tante sono le novità di questa edizione che è stata definita l’edizione delle prime volte.

La prima retrospettiva in Italia a Dominga Sotomayor, prima donna a vincere un Pardo d’Argento, il primo film del fotografo Piero Percoco ("the rainbow is underestimated"), l’anteprima italiana del nuovo film dell’Orso d’oro per "Taxi Teheran" Jafar Panahi, la prima retrospettiva integrale all’animatrice Florence Miailhe in Italia, il primo focus cinematografico in Italia a tema mestruazioni, l’anteprima italiana delle video lettere tra Mariano Llinás e Matías Piñeiro, il primo omaggio al mondo ad Alexandre Koberidze, vincitore del premio della critica alla Berlinale 2021, e la prima volta che viene installato uno schermo al centro del lago, visitabile solo in gondola.

Torna quindi, per il diciassettesimo anno consecutivo Lago Film Fest - festival di cinema indipendente e creatività espansa, la rinomata manifestazione culturale che si propone di conciliare arte, ambiente, musica e cultura in un unico festival nel suggestivo borgo storico di Lago - comune di Revine Lago, in provincia di Treviso, nel cuore della neo area Unesco - divenuto ormai un modello di riferimento in Europa. Sarà un’edizione ibrida, o per meglio dire, vista la location lacustre, anfibia, in grado di respirare sia online che sotto le stelle, in riva al Lago: dal 23 luglio al 01 agosto in presenza (a Revine Lago) e contemporaneamente dal 23 luglio al 10 agosto nella sua versione online.

Un evento unico nel suo genere che in diciassette anni ha trasformato il piccolo borgo medievale di Lago in una cittadella del cinema indipendente (nel cuore dell’area Unesco Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene), un festival in grado di attrarre più di 15.000 spettatori a edizione grazie a una combinazione di contenuti di altissimo profilo artistico con un’esperienza di fruizione unica.

Viviana Carlet (che il festival l’ha fondato) e Carlo Migotto, hanno voluto investire sul futuro e da quest’anno, pur continuando a seguire la direzione generale del festival, hanno affidato la direzione artistica a tre nuovi talenti. Commentano Carlet e Migotto: “la metodologia e la ricerca alla base del nostro lavoro si basa sulla costruzione di continuità e sulla rigenerazione culturale - è per questo fondamentale investire sulle nuove generazioni”.

Alessandro Del Re (classe 1992 di Portogruaro e veneziano d'adozione, film programmer e distributore indipendente), Mirta Ursula Gariboldi (classe 1995 di Pavia, videoartista e curatrice, lavora nel cinema tra l’Europa e l’America Latina) e Morena Faverin (classe 1988 di Fontaniva, lavora nel mondo della cultura come project manager e social media strategist) commentano così la nuova edizione: "abbiamo voluto considerare il momento storico come un'opportunità per ripensare il festival partendo dai contenuti e la loro fruizione. Nel farlo siamo ripartiti dal cuore del festival, il cinema, e ci siamo concentratǝ sugli autori del futuro e del presente, realizzando un festival anfibio e ideando nuovi concorsi e format, con l’obiettivo di restituire al pubblico un cinema in continua evoluzione, proprio come Lago Film Fest."

Selezionati tra i più di duemila film da 86 paesi del mondo, saranno 127 film in concorso in 8 sezioni da 44 paesi, di cui 8 anteprime mondiali e 6 internazionali, 79 anteprime nazionali selezionate tra i più di 2000 film ricevuti da più di 90 paesi del mondo. I registi in competizione sono 68 uomini (55%) e 59 donne (45%).

Tra i tanti film in concorso spiccano Virgil Vernier, celebre documentarista francese, Marie Losier, figura di spicco del cinema sperimentale internazionale, Mark Jenkin, astro nascente del cinema indipendente britannico, Eva Giolo, videoartista belga, Burak Cevik, giovanissimo regista-produttore turco, Michael Heindl, videoartista austriaco, l’ultima produzione del collettivo argentino El Pampero Cine, e il nuovo cortometraggio di Jafar Panahi, Orso d’oro per Taxi Teheran, Hidden che ha scelto LFF per la sua prima proiezione italiana. Feeling through di Doug Roland nella cinquina finale agli oscar 2021 per la categoria Cortometraggio di Finzione.

Alle consolidate sezioni del concorso - Internazionale, Nazionale, Nuovi Segni, Unicef Kids e Teen, Veneto - se ne aggiungono due: Moving Bodies dedicata alla danza contemporanea in video e Princìpî Award, dedicata a 7 cineasti del futuro per la prima volta in Italia.

Princìpî Award è pensato per essere sia una sezione competitiva del festival sia un percorso di formazione e approfondimento, capace di fornire strumenti aggiuntivi ai filmmaker selezionati per la promozione del loro lavoro. Nella sua prima edizione il concorso Princìpî Award si è focalizzato nella ricerca delle nuove voci del cinema indipendente, di qualsiasi genere e provenienza, individuando 7 coraggiose opere, che riscrivono i codici del cinema e aprono interessanti scorci su temi d’attualità.

Dalle riflessioni esistenziali e di genere ai ruoli sociali, passando per l’elaborazione del lutto e i legami affettivi al tempo dei social network, ci si immergerà nello sguardo innovativo e audace di questi filmmaker (5 donne, 2 uomini) capaci di riconsegnarci il mondo attraverso inediti punti di vista.

Tutti i film del concorso Princìpî Award sono presentati in anteprima italiana.

I film della selezione Princìpî Award - tutti in anteprima italiana e uno internazionale:

- Jestem Tutaj / Julia Orlik / 2020 / Animazione / 15’ / Polonia
- Rubicón / Manuel Muñoz / 2020 / Documentario / 11’ / Honduras
- Impériale / Coline Confort / 2020 / Documentario / 22’ / Svizzera
- Meine Liebe / Clara Jost / 2020 / Documentario / 6’ / Portogallo
- Marleni, no Marlen / Carmen Aumedes Mier / 2019 / Fiction / 16’ / Spagna
- Fático / Julieta Duchovny / 2020 / Fiction / 7’ / Argentina
- Le Sang de la Veine / Martin Jauvat / 2021 / Fiction / 15’ / Francia / in anteprima Internazionale

In un anno così significativo come il 2021 il concorso Nazionale si è focalizzato nella ricerca di una nuova onda del cinema italiano, di autori emergenti che possano scrivere importanti pagine di cinema negli anni a venire e portare una ventata di novità nel panorama nazionale.

Nel farlo Lago Film Fest ha deciso di restituire allo spettatore un fermento presente in Italia attraverso più fronti, che sia cinema sperimentale o cinema di genere, documentario di osservazione o animazione; tutte facce che raccontano lo stato dell’arte del cinema italiano che verrà. Il concorso Nazionale sarà anche l’occasione per compiere un viaggio immaginato nell’Italia passata, presente e futura affrontando temi, problemi, esperienze e sfide del contemporaneo. A dimostrare la straordinarietà della selezione 2021 è la presenza di ben 5 opere presentate in anteprima mondiale.


I film italiani in concorso sono 17 di cui 5 anteprime mondiali, 2 anteprime internazionali e 3 anteprime italiane, tra i quali spiccano l’anteprima italiana di "Flowers Blooming In Our Throats" di Eva Giolo (IFFR, Cinéma du Réel) e l’anteprima mondiale di "Pneuma" di Alberto Diana, sviluppato con Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. A cui si aggiungono i film della sezione Veneto, dedicata agli autori veneti che saranno 5 di cui 3 in anteprima italiana. Tra i quali spicca: L’Artificio, l’ultimo lavoro della regista Francesca Bertin.

I film in selezione italiana:

- Issa / Stefano Cau / Fiction / 2020 / 12’ / Italia
- Un piano perfetto / Roberto Achenza / 2020 / Fiction / 15’ / Italia / Anteprima Mondiale
- Cracolice / Fabio Serpa / 2020 / Fiction / 11’ / Italia
- Alienazione / Giovanni Vanoli / 2020 / Fiction / 9’ / Italia / Anteprima Mondiale
- Blackhole Edge / APOTROPIA / 2019 / Fiction / 6’ / Italia / Anteprima Italiana
- Sospeso / Martina Venturini / 2020 / Animazione / 3’ / Italia / Anteprima Internazionale
- Sogni al campo / Magda Guidi, Mara Cerri / 2020 / Animazione / 10’ / Italia
- Malumore / Loris Giuseppe Nese / 2020 / Animazione / 12’ / Italia /
- Trovare una via / Gianpaolo Di Costanzo / 2020 / Animazione / 1’ / Italia
- Il sorgere di Bacco / Gianni Chiriatti / 2019 / Documentario / 20’ / Italia / Anteprima Mondiale
- Lui e io / Giulia Cosentino / 2019 / Documentario / 13’ / Italia
- Flowers Blooming in Our Throats / Eva Giolo / 2020 / Documentario / 9’ / Belgio/Italia / Anteprima Italiana
- Battlefield / Silvia Biagoni, Andrea Laudante / 2020 / Documentario / 10’ / Italia
- Inutile al mondo / Antonio Romagnoli / 2020 / Documentario / 10’ / Italia
- Nonna Carla / Alberto Danelli / 2020 / Documentario / 15’ / Italia / Anteprima Mondiale
- Sting Like a Bee / Leone / 2021 / Documentario / 4’ / Italia / Anteprima Italiana
- Pneuma / Alberto Diana / 2021 / Documentario / 17’ / Italia / Anteprima Mondiale

Film Veneti in concorso

- L’Artificio / Francesca Bertin / 2020 / Documentario / 22’ / Italia / Anteprima Italiana
- L’Africa Bianca / Filippo Foscari/Marta Violante / 2020 / Documentario / 23’ / Italia
- Quaranta Cavalli / Luca Ciriello / 2020 / Documentario / 10’ / Italia / Anteprima Internazionale
- Wer Bin Ich? / Sofia Negri / 2019 / Animazione / 1’ / Italia
- 652 miles = 0 (or the wonderful convenience of videocalling) / Giulio Gobbetti / 2021 / Doc / 3’ / Italia / Anteprima Italiana

Ogni concorso avrà la sua giuria composta da tre personalità-, questo al fine di dare importanza a ogni singolo concorso attraverso lo sguardo dedicato di professionisti e figure autorevoli nel panorama cinematografico nazionale e internazionale. Nella definizione delle giurie è stato scelto inoltre un criterio di espansione geografia e involvement di figure autorevoli provenienti da tutto il mondo; infatti vi figurano personalità da Brasile, Algeria, Taiwan, Cile, Azerbaijan, Argentina, Francia, Polonia, Regno Unito, Georgia. Le giurie dei concorsi Unicef sono formate da 8 bambini e bambine, tra i 3 i 9 anni, per la giuria Kids e 8, tra i 10 e i 17, per la giuria Teens.

Tra i giurati spiccano:

Dominga Sotomayor, a cui verrà dedicata la sua prima retrospettiva in Italia. Autrice che nonostante la giovane età e un corpus essenziale di opere è riuscita a lasciare un segno indelebile nel cinema contemporaneo diventandone una delle registe più riconoscibili e interessanti nel panorama indipendente.

Prima donna a vincere il Pardo d’Argento per la miglior regia al festival di Locarno con Tarde Para Morir Joven. Lago Film Fest, in un anno centrale per la storia politica del Cile, ha deciso di dedicare la prima retrospettiva sul territorio italiano a Dominga Sotomayor, regista di punta del nuovo cinema cileno, proiettandone i cortometraggi realizzati tra il 2007 e il 2020, sei opere capaci di rivelare il talento della regista cilena e di svelare allo spettatore squarci inediti sul contemporaneo. La retrospettiva sarà disponibile sia in presenza che online.

Bárbara Wagner, videoartista brasiliana che, assieme a Benjamin de Burca ha rappresentato il Brasile alla 58. Biennale Arte di Venezia con l’opera Swinguerra (in concorso a LFF2020). La loro ricerca artistica si concentra sugli aspetti della cultura popolare brasiliana, in particolare quelli dello stato di Pernambuco. Nelle loro opere, infatti, i due artisti spaziano dai temi legati alla religione evangelica alla musica rap e brega, viste come manifestazioni che rappresentano la diversità culturale del paese.

Mantenendo uno sguardo lucido sulla realtà, Wagner & de Burca evitano scontate dicotomie e relativizzano i confini tra cultura erudita e popolare e linguaggi artistici e giornalistici. Le loro opere hanno partecipato, tra le altre, alla 33. Panorama d’Arte Brasiliana (São Paulo, Brasile), 4. Biennale dell’Oceano Indiano (La Réunion, Francia), 36. EVA International (Limerick, Irlanda), 32. Biennale di São Paulo (São Paulo, Brasile), 5. Skulptur Projekte Münster.

Piero Percoco, celebre fotografo pugliese. Conosciuto su Instagram come the rainbow in underestimated, Piero ricerca la quotidianità in tutte le sue forme, nel paesaggio che lo circonda, nelle persone che incontra, negli usi e i costumi del sud Italia. Osservando le sue fotografie veniamo completamente catapultati nel vissuto di Piero, in una fotografia semplice e genuina in cui molti di noi possono riconoscersi.

L’ultimissima sua collaborazione è stata con Luis Sal, per il quale ha realizzato dei ritratti come copertina del suo primo libro.

I suoi lavori sono stati esposti in gallerie e festival italiani e internazionali, su alcune riviste e pagine quali Dusseldorf Photo Weekend, SP4 Gallery Treviso, 001 Roma, Fotografia Europea circuito OFF, Leica Store Bologna, Photo Vogue Fest Milano e sono stati pubblicati su note riviste di settore e non come Der Greif, D – Repubblica, Vogue Italia, Urbanautica, Ignant , Focus Magazine, C41 Magazine, Dienacht, Photo Wien, The New Yorker, The British Journal of Photography, Rolling Stones Italia ed altri.

Emilia Mazzacurati, regista emergente e figlia di Carlo Mazzacurati, già stata a LFF in concorso con il suo primo corto, Manica a Vento, che a breve sarà su PrimeVideo.

Alexandre Koberidze, regista georgiano, il suo ultimo film What Do We See When We Look at the Sky è stato presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2021, vincendo il premio Fipresci, e venendo osannato dalla critica internazionale e italiana. A Koberidze verrà dedicato un omaggio durante il festival in cui verranno proiettati 4 suoi cortometraggi in anteprima italiana. Lago Film Fest dedica a Koberidze un primo omaggio assoluto a livello mondiale. Un evento unico in Italia per scoprire uno degli autori che più marcheranno il cinema mondiale, presente e futuro.

Martina Scarpelli, animatrice italiana di fama mondiale, si è fatta conoscere per il suo folgorante cortometraggio Egg, proiettato anche a Lago Film Fest e finalista ai David di Donatello. Martina Scarpelli è l’astro nascente del cinema d’animazione italiano e ha già avuto modo di farsi apprezzare e notare sui palcoscenici più importanti al mondo come Annecy International Film Festival e Dok.Leipzig, in cui in entrambi ha vinto numerosi premi,

Le giurie, già tutte confermate, saranno composte da:

Giuria Concorso Internazionale

Bárbara Wagner, videoartista brasiliana, autrice di Swinguerra, presentato nel padiglione Brasile alla Biennale d’Arte 2019;

Narimane Mari, regista e produttrice algerina, i suoi film sono stati proiettati in festival come FID Marseille e Torino Film Festival;

Florence Miailhe, animatrice francese, i suoi film sono stati proiettati nei maggiori festival del mondo. Lago Film Fest dedicherà una retrospettiva al suo lavoro.

Giuria Concorso Nuovi Segni

Olivier Cheval, regista francese, i suoi film sono stati proiettati in festival come CPH:DOX e IndieLisboa;

Cheng Hsu Chung, animatore taiwanese, i suoi film sono stati proiettati nei maggiori festival di animazione al mondo;

Leyla Rodriguez, videoartista argentina, i suoi lavori sono stati presentati a Kurzfilmtage Oberhausen, Girona Film Festival, MACRO di Roma.

Giuria Concorso Nazionale

Claire Allouche, giornalista dei Cahiers du Cinéma;

Piero Percoco, fotografo italiano, i suoi lavori sono stati pubblicati su riviste come il New Yorker, Vogue e Rolling Stones;

Martina Scarpelli, animatrice italiana, vincitrice con Egg nei festival di Annecy International Animation Film Festival, Dok.Leipzig e Filmfest Dresden;

Giuria Concorso Regione del Veneto

Emilia Mazzacurati, regista italiana, figlia di Carlo Mazzacurati, col suo primo film Manica a vento è tra le voci più promettenti del cinema del futuro;

Elena Griggio
, regista italiana, a teatro ha lavorato con Tino Sehgal, Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri. Sponde, presentato alla XVI edizione di Lago Film Fest nel concorso Veneto, ha vinto il premio del pubblico al miglior film Veneto;

Rachele Maistrello, fotografa italiana, ha esposto in spazi pubblici e privati, in Italia e in Europa. Ha ricevuto il Premio internazionale Handle With Care, il Premio Combat e la menzione della giuria al Premio Fabbri nel 2015. Attualmente il suo lavoro è esposto al MAXXI di Roma, dove ha ricevuto il Premio Graziadei.

Giuria Concorso Princìpî Award

Hilal Baydarov, regista azero in concorso alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con In Between Dying;

Aleksandre Koberidze, regista georgiano, il suo ultimo film What Do We See When We Look At The Sky ha vinto il Premio FIPRESCI alla 71esima Berlinale, dove era nel concorso ufficiale.

Dominga Sotomayor, regista cilena, il suo ultimo film, Tarde para morir joven, ha vinto il Pardo d’Argento a Locarno nel 2018, prima donna nella storia del festival. Lago Film Fest le dedicherà una retrospettiva.

Giuria Concorso Moving Bodies

Regina Lissowska, coreografa e curatrice polacca, ha collaborato con diversi enti dello spettacolo, è curatrice della sezione danza del Short Waves Festival;

Giovanni Napoli, danzatore e coreografo attivo in Italia e all’estero, attualmente impegnato in Germania al Ballett des Staatstheater Augsburg, sotto la direzione di Ricardo Fernando;

Silvina Szperling, coreografa e curatrice argentina, fondatrice e direttrice del Festival Internazionale VideoDanzaBA, è membro fondatore del Ibero American Network of Videodance.

Giuria Premio L.O.S.T

Roberto Angelini, cantautore e chitarrista italiano, lavora da decenni con artisti di fama internazionale come Jarabedepalo, Max Gazzè e Daniele Silvestri. Dal 2013 partecipa al programma televisivo Gazebo, poi Propaganda Live eseguendo musiche dal vivo;

Taketo Gohara, produttore discografico, tecnico del suono e sound designer giapponese, ha lavorato per artisti come Vinicio Capossela, Elisa, Brunori Sas, Biagio Antonacci e Negramaro. Nel cinema, è specializzato come sound designer e ha all'attivo più di 30 film come mixatore;

Angelo Bonanni, tecnico del suono italiano, ha ricevuto tre David di Donatello per il miglior suono nel 2016, 2017 e 2020. Ha lavorato per registi come Daniele Lucchetti, Matteo Rovere e Daniele Ciprì.

Ai concorsi principali si affiancano i focus cinematografici (non competitivi), dei programmi di cinema indipendente di approfondimento su temi di attualità affrontati da giovani curatrici. L’obiettivo principale è proporre degli sguardi diversi sul cinema, la sua storia e le sue svariate forme. Per questa edizione, la decisione è stata quella di dare spazio a quattro focus tematici che esplorino il concetto di inclusività.

Changing Flows è un programma di cortometraggi che esplora il tema delle mestruazioni in una prospettiva globale. La selezione include una vasta gamma di generi al suo interno, con lo scopo di intrattenere, informare ed interrogare il pubblico.

Nonostante siano stati fatti considerevoli passi avanti nella demistificazione delle mestruazioni, questo tema rimane tabù in molte società: le persone che mestruano rimangono tuttora soggette a palesi discriminazioni, anche nelle cosiddette nazioni industrializzate. Ciò ha una ripercussione nel campo del cinema, che raramente esplora questa tematica, generalmente soffermandosi su esperienze di menarca (il primo ciclo mestruale di una persona). I lavori selezionati includono documentari, fiction, animazione, interviste, pubblicità, film sperimentali e video di campagne, sottolineando la miriade di modi in cui i registi hanno articolato un tema delicato.

Changing Flows offre al pubblico uno spazio per la riflessione comune e la celebrazione delle mestruazioni attraverso racconti in prima persona. Il programma è suddiviso in diversi blocchi di proiezione, per una durata totale di 84 minuti.

Tra i film inclusi nel focus anche BLOODY ACTIVIST di Becky Brand, documentario che segue la storia di Gabby Edlin, giovane attivista e fondatrice della rivoluzionaria charity britannica Bloody Good Period, che raccoglie e distribuisce assorbenti e prodotti sanitari per rifugiati, richiedenti asilo e persone socialmente vulnerabili nel Regno Unito.

Un prisma è un cristallo sfaccettato che rifrange la luce e la diffonde in una miriade di colori e riflessi. È l’immagine che dà il nome a Prisma, un programma tematico che vuole essere la prima battuta di un dialogo sui temi chiave del mondo LGBTQIA+, iniziando così una conversazione il più vasta, inclusiva ed eterogenea possibile.

Per l’edizione 2021, Prisma si concentra sul contrasto tra interno ed esterno, la consapevolezza di sé e il modo in cui si decide di presentarsi, le proprie emozioni e le percezioni altrui. Da un lato, Prisma esplora lo spazio liminale tra il maschile e il femminile, mettendo in gioco la pratica della drag ma anche la quotidianità e la storicità dei corpi che non si lasciano definire dal binarismo, a cui lancia una sfida; dall’altro, osserva le rappresentazioni dell’adolescenza queer e prova a delineare gli aspetti principali di una potenziale estetica LGBTQIA+.

Prisma si compone di due programmi di cortometraggi, suddivisi in diversi blocchi di proiezione, per una durata totale di 120 minuti. Tra essi, The Orphan di Carolina Markowitcz, vincitore della Queer Palm al festival di Cannes; The Name of The Son, premiato con l’Orso di Cristallo alla Berlinale; For Nonna Anna di Luis De Filippis, vincitore dello Special Jury Price al Sundance.

Il risultato è una creatura favolosa e multiforme, sfrontata e al contempo introversa. È una chimera sgargiante e dalle molte voci, fatta di cortometraggi, talk e approfondimenti, e noi non vediamo l’ora di presentarvela. Parlatele pure: non morde.

Chile Despierta è un programma di cortometraggi propone uno spazio di riflessione e discussione attraverso l'opera cinematografica cilena, attraverso lo sguardo trasversale di diversi autori e collettivi, situati in diversi punti geografici e sfere sociali, che propongono una prospettiva e una revisione del processo storico, politico e sociale che sta attraversando il loro paese. Dal 18 ottobre 2019 il paese sta attraversando un profondo risveglio sociale, che dopo mesi di manifestazioni, ha portato a sostituire la Costituzione di Pinochet, ancora in vigore dall’epoca della dittatura. Il cinema cileno, nel suo legame storico con le questioni sociali e politiche: usando telefoni cellulari, videocamere amatoriali, sperimentando con l’animazione, le ultime produzioni cilene hanno saputo dare un resoconto della repressione e delle attuali violazioni dei diritti umani, in contrasto con l’imparzialità dei media ufficiali.

Chile Despierta è un invito a testimoniare e connettersi con gli eventi sociali e politici cileni attraverso il cinema e la sua sperimentazione, attraverso diverse storie che ci permettono di viaggiare visivamente e sonoramente nella parte più meridionale dell'America Latina.

Chile Despierta è composto da 12 cortometraggi, video, micro documentari e brevi registrazioni che saranno installati nel Festival Espanso e disponibili online.

Da sempre attento all’inclusività, dal 2020 Lago Film Fest ha avviato un progetto dedicato alla promozione del cinema in lingua dei segni e godibile anche da un pubblico sordo, che quest’anno ha proposto un focus cinematografico: Signplicity.

Attraverso l’attività di scouting portata avanti da un gruppo di giovani ricercatrici e ricercatori, il festival vuole diventare sempre più inclusivo e aprirsi, in questo caso, ad una cinematografia difficile che viene spesso marginalizzata: anche il cinema in lingua dei segni può trovare a Lago un terreno fertile per essere valorizzato, promosso e divulgato ad un pubblico nazionale e internazionale.

Il progetto Signplicity è inoltre stato pensato per sensibilizzare e far riflettere sulle difficoltà legate alla produzione e fruibilità del cinema in lingua dei segni. La direzione artistica è convinta che il festival sia il contesto migliore per avvicinare il pubblico ad una tematica così importante attraverso la scoperta e l’apprezzamento di una cinematografia troppo spesso ghettizzata.

Particolare attenzione quest’anno la si è voluta dare al cinema d’animazione. Saranno infatti 19 le animazioni, provenienti da tutto il mondo, in concorso al festival, numero massimo nella storia di Lago Film Fest. Tra gli altri si troveranno le animazioni di Magda Guidi e Mara Cerri, animatrici di punta del cinema italiano, Ismaël Joffroy Chandoutis, giovanissimo animatore francese, Nicolas Keppens, astro nascente dell’animazione europea, Shiva Sadegh Asadi, animatrice iraniana emergente e Tomas Pichardo, celebre animatore dominicano.

Sarà presente anche quest’anno, sia in presenza che online, la sezione patrocinata dall’Unicef dedicata alle migliori animazioni per bambini da tutto il mondo che vedrà la presenza di 26 cortometraggi d’animazione, realizzati da 18 donne e 8 uomini.

Inoltre all’interno delle giurie saranno presenti numerosi animatori tra i quali Cheng Hsu Chung, animatore taiwanese, Martina Scarpelli, astro nascente dell’animazione italiana, e Florence Miailhe, animatrice francese, alla quale verrà dedicata la sua prima retrospettiva integrale in Italia.

Il festival in questo modo ha voluto omaggiare la carriera di un’animatrice celebre in patria ma ancora poco conosciuta all'interno dei confini italiani e che negli ultimi tre decenni ha segnato indelebilmente il panorama del cinema d’animazione internazionale con il suo stile pittorico unico nel suo genere.

Un festival inclusivo e a portata di bambine e bambini. Girini è il Lago Film Fest a misura di bambino: un festival nel festival interamente costruito sulle esigenze del pubblico a cui si rivolge. Il progetto germoglia dall’attenzione che il festival da sempre pone verso il più ampio concetto di inclusività. Un festival, quindi, interamente fruibile da questo target di riferimento con un’offerta studiata e disegnata appositamente.

Girini nasce dall'esperienza maturata con l'ormai consolidata sezione competitiva del Lago Film Fest, patrocinata dall'Unicef, dedicata a bambinǝ e teenager e giudicata da due giurie distinte di bambinǝ e ragazzǝ accompagnati nel percorso di comprensione e valutazione dei film selezionati da professionisti del settore.

Girini vuole parlare ai sognatori di oggi e spettatori di domani e lo fa con laboratori, workshop, performance, proiezione dei corti in competizione, focus speciali in collaborazione con altri enti e festival, e ospiti internazionali; un palinsesto di contenuti, che si sviluppa durante tutto l’arco della giornata nei 10 giorni di festival.

Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Sociale Itaca per l’edizione 2021 presentiamo un palinsesto di workshop che prende il nome di “Arte a… Lago”: workshop gratuiti per bambini e bambine dai 4 agli 8 anni che mirano a promuovere l’osservazione e la scoperta della natura attraverso attività ludiche-ricreative. Ogni giorno dalle 18 alle 19 nell’Arena Unicef, la location di Lago Film Fest dedicata alle generazioni del futuro, laboratori per osservare, creare e comporre attraverso il recupero e la valorizzazione degli elementi naturali del lago.
A gestire e condurre questi workshop sarà la Cooperativa Sociale Itaca nell’ambito del progetto Caleidos, progetto co-finanziato dall’Impresa sociale "Con i Bambini" per realizzare interventi nell’ambito della prima infanzia.

L.O.S.T. Lago Original Soundtrack è invece il premio (l’unico in Italia) dedicato esclusivamente agli autori di colonne sonore per cortometraggio, tra i giurati del premio LOST Bob Angelini di Propaganda Live.

Il progetto, nato nel 2016 per indagare il paesaggio sonoro in cui è immerso il festival, si è evoluto negli anni, convergendo sempre più l’attenzione sul rapporto complesso ed affascinante tra il suono e le immagini, componenti inscindibili della narrazione filmica.

Le attività e i percorsi suggeriti dal progetto si propongono di far comprendere meglio l’interazione tra la dimensione visiva e quella sonora, considerando sia il punto di vista degli artisti e addetti ai lavori che le realizzano, sia l’approccio, principalmente emotivo, del pubblico che le sperimenta.

Il momento sonoro, quindi, fa parte dell’identità di progetto ma non la esaurisce, poiché il focus è rivolto al maggior valore che il flusso di suoni e musiche può produrre -e ricevere- per effetto della simbiosi con le immagini in movimento.

Una giuria specializzata composta da professionalità che partecipano a vario titolo alla realizzazione del sonoro nell’opera cinematografica, assegna, nel corso del festival, il premio L.O.S.T. alla miglior musica originale per film scelta nell’ambito di una selezione dei corti in concorso nelle sezioni Nazionale e Veneto. E’ prevista anche una menzione al miglior sound design.

Inoltre, durante i giorni del festival, i membri della giuria L.O.S.T. si prestano per offrire momenti di formazione rivolti principalmente agli addetti ai lavori, in cui condividono la loro professionalità nello specifico ambito della composizione, esecuzione e produzione sonora e musicale per il cinema e l’audiovisivo.

Anche l’esecuzione musicale dal vivo, in associazione ad immagini in movimento, costituisce un aspetto rilevante del progetto L.O.S.T., con particolare attenzione per le performance in cui la proposta musicale accompagni quella visuale, mediante sonorizzazioni, presentazione di visuals o collaborazioni inedite tra visual artists e musicisti, il tutto all’insegna dell’interazione artistica, contaminazione e sperimentazione.

Il Festival Espanso è un programma di Lago Film Fest che propone un modello unico in Italia, aperto a un ampio ed eterogeneo target di pubblico: un museo a cielo aperto, che sperimenta e propone altri modelli di fruizione cinematografica.

Sin dalla prima edizione del festival, per le strade del piccolo comune di Revine Lago, uno dei principali obiettivi è stato quello di reinventare il paesaggio trasformandolo in luogo di fruizione artistica. Lago Film Fest è cresciuto abituandosi ad abitare gli spazi più diversi, sviluppandosi e definendosi sempre più come una proposta site specific che prende forma attraverso il territorio e le sue modificazioni. Il Festival Espanso mette in mostra opere di diversi formati e generi, dando voce a produzioni audiovisive con scarso potenziale distributivo, che dialogano con altre discipline artistiche. Le parole chiave sono contaminazione e inciampo: generi e formati non convenzionali dialogano con il territorio. Il percorso disegnato dalle diverse opere porterà i visitatori a scoprire luoghi diversi e diffusi attorno allo spazio-festival.

Ai visitatori verrà offerta una mappa, per deambulare e scoprire il paese e le opere installate al suo interno. Dato il contesto pandemico ancora delicato, la maggior parte delle opere saranno fruibili dall’esterno. Diversi monitor verranno installati alle finestre o in spazi visibili dalla strada, ci saranno proiezioni sui muri e installazioni sonore.

Nel Festival Espanso saranno esposte opere di autori quali Mariano Llinás & Matías Piñeiro, Leyla Rodriguez, Piero Percoco.

Piero Percoco è the rainbow is underestimated, il celebre fotografo pugliese che dopo le ultime foto a Luis Sal, presenta in anteprima assoluta il suo primo film.

Il fotografo, conosciuto per ritrarre la provincia pugliese più sconosciuta, amara e bruciata dal sole, per la prima volta nella sua carriera si cimenterà in un video che ritrae i personaggi e gli spazi delle sue iconiche foto, ma in movimento.

A Mariano Llinás & Matías Piñeiro, sarà dedicata anche un’installazione nel Festival Espanso. Porteremo un’opera inedita in Italia, Hay cartas que detienen un instante más la noche: una corrispondenza in video tra New York e Buenos Aires, durante il primo lockdown. Quattro lettere e quattro risposte che si muovono nel terreno tra l’arte e il cinema sperimentale creano un dialogo parallelo che segue un unico filo conduttore: la distanza, non solo come possibilità per dare vita a una corrispondenza, ma anche come problematica che ci attraversa nel presente.

Una nuova parte integrante del Festival Espanso, decisamente la più suggestiva, sarà l’installazione acquatica visibile dalla gondola. Installeremo una chiatta in mezzo al lago, in un piccolo anfratto nascosto, raggiungibile solamente in gondola. Una piccola chicca per pochi spettatori che, organizzati in piccolo viaggi di massimo 20 minuti, verranno condotti nel luogo della proiezione e potranno assistere alla proiezione di PODOM, primo lavoro video della pittrice Olivia Funes Lastra: una sorpresa, un viaggio, una scoperta.

07/07/2021, 15:57