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FELLINI - IO SONO UN CLOWN - Presentato al Maxxi di Roma


In anteprima mondiale, il documentario di Marco Spagnoli che narra di come Peter Goldfarb, un giovane produttore americano, nell’ormai lontano 1967, riuscì per la prima volta a convincere Federico Fellini a lavorare per la televisione americana. 'Fellini - io sono un clown' è prodotto da Federico Scardamaglia per Compagnia Leone e sarà ospite all'Ortigia Film Festival il 15 luglio


FELLINI - IO SONO UN CLOWN - Presentato al Maxxi di Roma
Fellini e Peter Goldfarb sul set di Satyricon
Per chiunque faccia cinema o si occupi di cinema questo documentario sarà speciale. Per tutti gli altri, anche. Attraverso i suoi racconti, le sue riflessioni, la sua persona, Federico Fellini ci ricorda sempre quanto possa essere magico questo mondo, sia per gli spettatori sia per quelli che il cinema lo hanno scelto per la vita.

Vedere la sua gioia, il suo entusiasmo, questo suo essere completamente al servizio del film che aveva in mente di fare, il suo rapporto con gli attori e con tutta la troupe, fa nascere il rimpianto di non aver mai lavorato con lui. Lui che amava il suo lavoro, che per lui era una vacanza, e che sul set aveva bisogno sempre di sentirsi a casa, di costruire una piccola famiglia perché, come lui stesso dichiara “non sono capace di lavorare nella tristezza e nel silenzio, desidero una certa gaiezza sul set e preferisco lavorare solo con persone che mi piacciono. Sono davvero un clown del grande circo del cinema".

Nel film come un’apparizione arriva anche Marcello Mastroianni, che nella sua villa sull’Appia, paziente, antidivo e bellissimo, riceve le sue fan americane che in processione ogni giorno passano sotto casa sua nella speranza di conoscerlo. E lui non si nega mai.

Il racconto è arricchito da moltissimi materiali inediti, tra cui video, foto, interviste e testi dello stesso Fellini, questi ultimi interpretati in maniera eccellente da Neri Marcoré.
Non mancano le considerazioni di Fellini sulla televisione, un mezzo che alla fine degli anni sessanta, al momento delle riprese di questo documentario, stava prendendo sempre più spazio nella vita delle persone e che rendeva il pubblico televisivo il nuovo padrone del palinsesto, capace di influenzare le decisioni del mondo cinematografico; del resto, come si chiedeva già all’epoca il grande regista “Come si fa a rimanere fedeli a se stessi quando c’è qualcuno che ha il potere di cambiare canale?”. Chissà cosa ne penserebbe adesso.

08/07/2021, 21:12

Beatrice Tomassetti