CINECITTÀ SI MOSTRA
I Viaggi Di Roby

ANDARAS TRAVELING FILM FESTIVAL 3 - I vincitori


ANDARAS TRAVELING FILM FESTIVAL 3 - I vincitori
Si è conclusa la terza edizione dell'Andaras Traveling Film Festival - Tutti i Sapori del Viaggio, un'edizione che si è svolta tra proiezioni e degustazioni ogni sera in una location diversa lungo la splendida Costa delle Miniere, tra i comuni di Fluminimaggiore e Buggerru.

Hanno arricchito il cartellone dell’Andaras gli incontri pubblici con artisti, attori, fotografi, film-maker, reporter, in uno scambio continuo di esperienze con chi ha messo al centro del proprio percorso artistico il tema del viaggio: la pluripremiata fotografa Shobha, l’attrice sarda Enrica Pintore, la Fondazione Pangea Onlus, il regista Matteo Incollu e l’attore Felice Montervino. Prezioso l’intervento del regista iraniano Mahan Khomamipour presente ad Andaras con il suo film Simulation of Mr. Yellow, interamente girato ad Aleppo durante l’occupazione dell’ISIS.

Unanime la soddisfazione espressa dagli organizzatori a partire dall’ideatore di Andaras nonché sindaco di Fluminimaggiore, Marco Corrias: “Il successo della terza edizione di Andaras è la conferma che il nostro territorio è un luogo d’elezione per eventi culturali di respiro internazionale. La selezione dei film in concorso, che ha visto opere da tutto il mondo, tra cui alcuni titoli proveniente dai più prestigiosi festival di Cinema, ha convinto il pubblico che si è lasciato deliziare dalle iniziative Slow Food. Una collaborazione che è solo l’inizio di un percorso che porterà Fluminimaggiore ad essere una delle tappe del nuovo progetto SlowFood Travel”.

"Questa terza edizione" - aggiunge il direttore artistico Joe Juanne Piras - "è andata anche oltre le aspettative. Gli ospiti, i giurati, i registi che sono venuti a trovarci hanno partecipato assieme al pubblico non solo alle proiezioni ma anche a tutte le Andaras Experience, ovvero attività extra di location scouting, degustazioni, yoga in spiaggia e workshop di fotografia. Questa è la prova che il Cinema è un’esperienza che va oltre la narrazione sullo schermo e che coinvolge pubblico e territorio”. 
Bilancio positivo anche per Maria Paola Pisanu, Presidente dell'Associazione Culturale Andaras che conclude: “Attraverso l’offerta cinematografica siamo riusciti ancora una volta a valorizzare il nostro territorio con le bellezze naturali, paesaggistiche, archeologiche e con il buon cibo. Non vediamo l’ora di metterci al lavoro per preparare la prossima edizione".

La terza edizione dell’Andaras Traveling Film Festival è stata dedicata a un personaggio storico che ha contribuito a cambiare l’idea del viaggio, ovvero l’aviatrice statunitense Amelia Earhart che per prima sorvolò nel 1928 l'Oceano Atlantico entrando così nella leggenda.


Ecco le opere vincitrici:

BEST SUPER SHORT
LEO di Moein Rooholamini
Per la capacità di condensare in sessanta secondi esatti, talento, intelligenza, sensibilità, interpretazione, pathos, e colpo di scena finale, insomma di cinema.

BEST DOCU-SHORT
NOBODY DIES HERE di Simon Panay
Un film asciutto, pensato. Un’opera che non infiocchetta la realtà e racconta la miniera d'oro di Perma, in Benin, conservando il senso dell'umanità che abita quella realtà e ne illumina i luoghi, attraverso angolazioni insolite.

BEST NARRATIVE SHORT
SO WHAT IF THE GOATS DIE di Sofia Alaoui
Racconto di un evento planetario, osservato dal punto di vista degli abitanti di un luogo remoto e lontano dall'immaginario cinematografico legato alla fantascienza classica, sullo sfondo del rapporto padre-figlio che diventa il confronto tra due generazioni distantissime tra loro.

BEST ANIMATION
SONG SPARROW di Farzaneh Omidvarnia
Per la cura e l’attenzione al dettaglio con cui la regista ha scelto di raccontare il viaggio più drammatico: quello di un gruppo di migranti, che parte carico di aspettative e speranze, tra balli e canti, e finisce in tragedia. Il fatto che gli interpreti siano bambole non toglie drammaticità e pathos alla narrazione.

BEST ANDARAS NOAS - NUOVI SENTIERI
THE VAN di Erenik Beqiri
Per la capacità di raccontare in modo elegante, ma mai edulcorato, la ricerca di libertà di un cittadino della periferia del mondo. Un giovane uomo che sacrifica per il viaggio, e per la promessa intrinseca dello stesso, la sua pelle, le sue ossa, i suoi nervi e infine anche il suo affetto più caro.

PREMIO SPECIAL ANDARAS
UNO di Javier Marco Rico
Un’opera in cui si ritrova tutta la complessità della tragedia greca, trattata però con la semplicità del racconto moderno. L’unità spazio temporale e la linearità nell’esposizione dei simboli (il peschereccio, il telefono, l’acqua), unite al linguaggio sporco e morbido del pescatore, restituiscono al racconto un equilibrio drammaturgico tale da tenere per tutto il film una temperatura emotiva alta ed un interesse reale per il destino de personaggi raccontati. Il film riesce a portare il tema del viaggio dalla sua dimensione più semplice alla più profonda ispezione antropologica. Dal “nostos” di omeriana memoria fino alle contraddizioni e ai paradossi della società moderna il film riesce a permeare l’immaginario dello spettatore, rendendo giustizia a una tragedia mai come oggi attuale come quella dell’immigrazione.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
LE SYNDROME D'ARCHIBALD di Daniel Perez
Un film di visioni e visione, che guarda alla forza della comunità, ancorché formata da due soli individui che si riconoscono e che - nel riconoscersi, diversi ma simili - potenziano un difetto rendendolo virtù. L'amarezza del protagonista dotato di bislacchi superpoteri che gli procurano più imbarazzi che vantaggi, è la nostra quando ci specchiamo nella non accettazione delle nostre mancanze. Tra musiche alla Quentin Tarantino e paesaggi da film western, il film anche un delicato, divertente omaggio al viaggio d’avventura on the road. Quello salvifico, che fa da cesura tra una vita e l’altra: come avviene per Archibald, quando trova nella solitaria Indiana chi sa accettare e condividere la sua diversità. Un film che è un surreale invito del regista Daniel Perez a considerare i difetti come superpoteri, condito di brillante comicità.

BEST GAZES FROM THE WORLD
ONE HOUR TO BANAUE di Mario Oliva Gomez
Per la capacità di raccontare un viaggio rendendolo un’esperienza sensoriale attraverso il sapiente uso del suono, della fotografia del montaggio, in grado di rendere lo spettatore partecipe della storia in prima persona in un susseguirsi di emozioni e scenari.

BEST NARRATIVE SHORT FOOD
CRU di David Oesch
Per la capacità di immergere e far vivere allo spettatore la tensione che quotidianamente vive una brigata di un ristorante di alta cucina nel momento del servizio.

BEST DOCU-SHORT FOOD
THROUGH THE LENS di Costanza La Bruna
Per essere riuscita a raccontare che i contadini sono i veri custodi della biodiversità di cui quotidianamente perdiamo un pezzo.

MENZIONI SPECIALI
JOSEBA CRUZ di Aleix Vilardebó
Per essere riuscito a condensare in pochi minuti una storia affascinante - quella di un cuoco nomade - che accende la curiosità dello spettatore. Interessanti il racconto attraverso la sua voce narrante, la fotografia e il contrasto tra la natura selvaggia e i piatti di alta cucina.

THE CHOP di Lewis Rose
Menzione speciale per un corto che ha tanti meriti, primo tra tutti quello di raccontare gli stereotipi legati ai popoli e alle appartenenze culturali per poi smontarli con l’ironia. The Chop affronta un tema come il confronto tra ebrei e arabi in modo così leggero da fare pensare che basterebbe una risata per iniziare a cambiare le cose. Bravi gli attori, belli i personaggi, divertente e ben strutturato.

Christian Petaroscia - INVERNO di Giulio Mastromauro
Per la maturità espressiva delle sue parole e dei suoi silenzi. Menzione speciale al giovane protagonista di Inverno (Timo's winter), Christian Petaroscia.

LES AIGLES DE CHARTAGE di Adriano Valerio
Una partita di calcio unisce un paese come mai era successo prima, una vittoria senza precedenti rimane nella memoria di chi l'ha guardata allo stadio, nella propria casa, o in un paese lontano. I racconti dei protagonisti celebrano il loro paese e il potere del calcio che, allo stesso tempo, unisce un intero popolo e diventa una vera e propria eredità familiare, tramandata tra le generazioni. Una partita di calcio dove l'immagine finale di un dittatore che cerca di appropriarsi di una vittoria sportiva, non lasciando la presa sulla coppa anche quando i calciatori la stanno alzando al cielo, diventa la premonizione di quello che accadrà 7 anni dopo, quando la spinta di una rivoluzione, che proprio dalla Tunisia partirà per coinvolgere una grande parte del mondo arabo, costringerà quello stesso dittatore a lasciare il potere ed il paese.

Enrica Mura - L'ULTIMA HABANERA di Carlo Licher
Per aver interpretato con carattere, stile, personalità, il tormentato e anticonformista personaggio di Bruna, in bilico tra orgoglio e delusioni, e per aver sostenuto con la sua voce una originale versione in lingua sarda della Carmen.

SLOW di Giovanni Boscolo, Daniele Nozzi
Per la leggerezza e l’ironia con cui – parodiando la famosa serie “La casa di carta” – mette in scena la diabolica riscossa di un gruppo di anziani in un mondo frenetico.

I'M AFRAID TO FORGET YOUR FACE di Sameh Alaa
Per l’ambiziosa ricerca autoriale dimostrata nell'attenta composizione delle inquadrature e nell’imposizione di un ritmo delle immagini che ricorda la poesia.

SIMULATION OF MR. YELLOW di Mahan Khomamipour
Per averci raccontato una storia intima, di resistenza e coraggio, che diventa una finestra attraverso la quale partecipare di un racconto universale. Per la capacità di ricercare la bellezza anche laddove la guerra ha distrutto ogni cosa e per averci regalato una storia di grande resistenza.

27/07/2021, 09:19