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BLACKOUT LOVE - Quando l'amore non e' una partita


Un film di Francesca Marino con Anna Foglietta ed Alessandro Tedeschi.


BLACKOUT LOVE - Quando l'amore non e' una partita
Valeria (Anna Foglietta) è una donna sulla quarantina che, inaridita da una grande delusione amorosa, colleziona una dopo l’altra brevi e insignificanti storie. Decisa a non permettere più a nessun uomo di far breccia nel suo cuore, vive secondo rigide regole comportamentali per relazionarsi con l’altro sesso. Questo castello di sabbia si sfalda velocemente quando nella sua vita torna Marco (Alessandro Tedeschi), la sua grande delusione e il suo vero grande amore. Marco, però, a seguito di un incidente, non ricordando più nulla del suo ultimo anno di vita, è convinto di essere ancora fidanzato con Valeria.

E se avessimo l’opportunità di riscrivere il passato? Si sviluppa a partire da questa premessa "Blackout Love" della regista Francesca Marino. Il film lascia poco spazio alla Valeria seduttrice di uomini e si getta in pochi minuti nel vivo della storia. Fin dall’incipit, perciò, vediamo come le certezze della protagonista iniziano a vacillare, spingendola a riversare il nervosismo sulle persone che la circondano.

Anna è un personaggio comico e divertente nelle sue esternazioni di frustrazione, ma si riscontrano anche delle tonalità drammatiche nel suo atteggiamento rancoroso, a tratti isterico e perfino un po’ folle, tanto da risultare in alcuni passaggi eccessivamente caricaturale. Si pone in forte contrasto con il fidanzato Marco, tanto disprezzato dalla donna, ma che in realtà si mostra ben più equilibrato e ragionevole. Il film sembra quindi dar risalto, per poi demolirla, a quella pretesa di univoca verità che ciascuna delle parti si arroga di avere alla fine di una storia. Le relazioni sono sempre più complesse di quanto appare, e la mancanza di comunicazione è il terreno friabile su cui viene costruito l’edificio di incomprensioni pronto a implodere.

È una delle sue giovani allieve di pallavolo, che Valeria aveva persuaso ad adottare la sua filosofia di “rieducazione degli uomini”, a esplicare in maniera netta il fallimento delle teorie della sua insegnante, già rappresentato in scena dall’involuzione delle vicende, quando seduta accanto a lei su uno scalino con aria mesta le dice: “Sinceramente non so quanto funzioni questa storia della rieducazione, mi sembra si finisca solo per essere arrabbiate, e poco forti”

Nel complesso la struttura della pellicola e l’insieme dei personaggi funziona, si incastonano nel giusto modo per dar vita a momenti ilari e a scambi di battuta briosi ed incalzanti, grazie al quale non viene mai perso di vista il leitmotiv del film. Nelle parole recitate dalla stessa Anna nella conclusione troviamo riassunti il messaggio e l’evoluzione, o meglio la crescita, a cui lei va incontro nell’arco temporale del racconto: “L’amore non è una partita in cui c’è chi vince e chi perde, ma una sporca guerra in cui si vince insieme o si perde tutti e due”.

28/07/2021, 17:38

Gabriele Nunziati