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VENEZIA 78 - "La Tana", solitudini che si incontrano


Il lungo d'esordio di Beatrice Baldacci è stato realizzato per Biennale College, con un budget complessivo di 150.000 euro


VENEZIA 78 -
Beatrice Baldacci con "La Tana" racconta una storia semplice, l'incontro di due ragazzi coetanei ma in due fasi diverse della vita: lui è un giovane giudizioso, ligio al dovere familiare e agricolo nella casa di campagna in cui vive coi genitori; lei torna, ombrosa e quasi controvoglia, nella vecchia abitazione dirimpetto in cui da tanti anni non viveva più nessuno.

E' estate, il loro incontro sembra scuotere decisamente il mondo di lui, ma neanche scalfire quello di lei, che è più esperta della vita e apparentemente indifferente a tutto, anche a questo riccioluto vicino di casa, un po' imbranato negli approcci ma molto affascinato da lei. Il quotidiano, con le sue scadenze e le sue necessità, cambierà il destino di entrambi, costringendoli a passi avanti (o indietro), ma sicuramente sempre in direzione dell'altro, per loro fortuna.

Già regista dell'acclamato cortometraggio autobiografico "Supereroi senza superpoteri", Baldacci torna anche in questo caso sul legame tra una giovane donna e la malattia della propria madre, da affrontare, provare ad alleviare e cercare di superare. Là erano vecchie VHS a servire come àncora, qui un giardino e fiori sconosciuti.

Ben scelti, infine, i due giovani protagonisti: Lorenzo Aloi ha il fisico del ruolo; Irene Vetere, con la sua abilità nel trattenere le emozioni facendone filtrare le necessarie solo a tratti, con la sua bellezza sfrontata e la determinazione nello sguardo, regala al film l'ultimo decisivo tassello per farne un esordio da applaudire, promuovere e non dimenticare.

06/09/2021, 22:22

Carlo Griseri