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Note di regia di "Il Sapore della Terra"


Note di regia di
Il progetto che ha dato origine al documentario Il sapore della terra è nato con l’obiettivo di realizzare un video promozionale del territorio dell’Unione Terre di Castelli, vasto e variegato territorio che si estende dalla pianura in provincia di Modena fino ai crinali dell’Appennino. L’idea dell’Amministrazione era quella di non limitarsi a un normale video istituzionale bensì di sviluppare un progetto più ambizioso, un prodotto audiovisivo di promozione del territorio, ma con un taglio documentaristico e autoriale.
A seguito di un confronto proficuo con il personale dell’Amministrazione abbiamo concordato che il modo più efficace per sviluppare il lavoro fosse di raccontare quel territorio così composito e peculiare attraverso il racconto delle persone che lo abitano e che da secoli realizzano prodotti gastronomici speciali.
Abbiamo girato in lungo e in largo quelle terre, dalla pianura all’Appennino, incontrando appassionati agricoltori che si dedicano alla coltivazione delle ciliegie, castanicoltori delle zone più montane, passando attraverso le colline dei vigneti che danno origine al Lambrusco e soffermandoci ad ascoltare le storie affascinanti di chi da generazioni si occupa di salumi, parmigiano reggiano e aceto balsamico.
L’incontro con uno storico, profondo conoscitore delle vicende di quei luoghi e dei Signori che li hanno governati nei secoli, ci ha fatto comprendere come i saperi di cui sono depositari gli abitanti di questo territorio affondino le radici nei secoli, che hanno favorito il sedimentarsi della cultura e della passione che contraddistingue queste terre. Abbiamo cercato di restituire il senso di quella cultura attraverso l’anima e la passione di quelle persone. E’ un mosaico di voci quello che attraverso le storie personali dei protagonisti racconta l’unicità di questo territorio. Uomini ingegnosi, che fanno tesoro di tradizioni secolari per realizzare prodotti gastronomici unici e speciali e che guardano fiduciosi al futuro del proprio territorio. Volti, luoghi, foto d’epoca che compongono un racconto che restituisce il ritmo lento del lavoro della terra nel corso delle stagioni e il fascino discreto e profondo dell’unione tra un paesaggio e una cultura secolare custodita all’ombra di maestosi castelli.

Giulio Filippo Giunti