I Viaggi Di Roby
locandina di "Il Sapore della Terra"

Cast

Con:
Fausto Altariva (Azienda Vitivinicola Fattoria Moretto, Castelvetro di Modena)
Alessio Altariva (Azienda Vitivinicola Fattoria Moretto, Castelvetro di Modena)
Massimo Bonetti (II) (Agriturismo Fondo Montecuccoli, Vignola)
Giuseppe Ferri (Azienda Agricola Cà Lumaco, Montetortore di Zocca)
Maurizio Fini (Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale, Spilamberto)
Stefano Fogacci (Azienda Agrituristica Tizzano, Monteombraro di Zocca)
Gilberto Leonelli (Azienda Agricola La Pendice, Zocca)
Achille Lodovisi (Responsabile del Centro di Documentazione della Fondazione di Vignola)
Maria Miani (Azienda Agricola La Bifolca, Vignola)
Carlo Miani (Azienda Agricola Miani Franco e Carlo, Vignola)
Franco Miani (Azienda Agricola Miani Franco e Carlo, Vignola)
Agnese Prandi (AltoForno Impasti Agresti, Roccamalatina di Guiglia)
Giuseppe Villani (Villani Salumi - Arte di Famiglia dal 1886, Castelnuovo Rangone)

Soggetto:
Giulio Filippo Giunti

Sceneggiatura:
Giulio Filippo Giunti

Musiche:
Pino Dieni
Beppe Casciano (Collaborazione)

Montaggio:
Leonardo Alberto Moschetta

Fotografia:
Alessandro Paci (II)

Suono:
Daniele Cutrufo (Presa Diretta e Mix)
Alessandro Gaffuri (Presa Diretta)

Produttore:
Marilisa Murgia

Voce Narrante:
Alessandro Berti

Organizzatore Generale:
Marilisa Murgia

Color Correction:
Alessandro Paci (II)

Operatore Drone:
Daniele Pierani

Assistente di Produzione:
Fabrizia Maira

Traduzioni:
Ian Richard

Sottotitoli:
Ian Richard

Grafiche:
Francesca Di Tella

Coordinamento di Produzione Unione Terre di Castelli:
Umberto Costantini

Coordinamento di Produzione Unione Terre di Castelli:
Andrea Simonini

Coordinamento di Produzione Unione Terre di Castelli:
Angela Chahoud

Coordinamento di Produzione Unione Terre di Castelli:
Daniela Rubbiani

Coordinamento di Produzione Unione Terre di Castelli:
Enzo Gilocchi

Il Sapore della Terra


Director: Giulio Filippo Giunti
Year of production: 2021
Durata: 60'
Tipology: documentario
Genres: ambiente/etnologico/sociale
Country: Italia
Produzione: Unione Terre di Castelli, Free U
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: HD, colore
Press office: Michela Giorgini
Titolo originale: Il Sapore della Terra

Storyline: Nel 1577 Giacomo Boncompagni, nuovo Signore del Marchesato di Vignola, invia un proprio emissario alla scoperta del feudo che ha ricevuto in dono dal papa Gregorio XIII. Il Visitatore attraversa il territorio in lungo e in largo e nella relazione che scrive al termine del suo lungo viaggio parla di queste terre come di un luogo abitato da gente ingegnosa vasto e variegato, che si estende dalla pianura ai crinali degli Appennini, un luogo punteggiato di castelli che ha il suo fulcro nel fiorente mercato della Città di Vignola, la capitale.
Oggi queste terre sono ancora abitate da uomini ingegnosi, che fanno tesoro di tradizioni secolari per realizzare prodotti gastronomici unici e speciali e guardano fiduciosi al futuro del proprio territorio. Un mosaico di voci, luoghi e foto d’epoca per comporre un racconto che restituisce il ritmo lento del lavoro della terra nel corso delle stagioni e il fascino discreto e profondo dell’unione tra un paesaggio e una cultura secolare custodita all’ombra dei castelli.

Ambientazione: Vignola (MO) / Castelvetro di Modena (MO) / Montetortore di Zocca (MO) / Spilamberto (MO) / Monteombraro di Zocca (MO) / Zocca (MO) / Roccamalatina di Guiglia (MO) / Castelnuovo Rangone (MO)

"Il Sapore della Terra" è stato sostenuto da:
Regione Emilia Romagna (Progetti di promozione e marketing del territorio LR. 41/97 - Azione 1)


Note:
Nel 1577 il Visitatore, l’emissario inviato da Giacomo Boncompagni, nuovo Signore del feudo di Vignola, scrive di queste terre come di un luogo vasto e variegato, che si estende dalla pianura ai crinali degli Appennini, un luogo punteggiato di castelli che ha il suo fulcro nel fiorente mercato della Città di Vignola, la capitale...’. Achille racconta con passione e dovizia di particolari, sfogliando mappe e libri antichi. Sullo schermo si alternano fotografie d’epoca e vecchi filmati in bianco e nero del territorio. Achille e’ un esperto di storia locale e conosce perfettamente le molte ricchezze di questo territorio attraversato da un fiume che ne garantisce da secoli la fertilità: prodotti enogastronomici unici e paesaggi di una bellezza discreta che a volte esplode in panorami mozzafiato.

Una distesa di ciliegi abita la pianura intorno a Vignola, ed è la Moretta, la regina delle ciliegie, a rendere famosa questa terra: un frutto speciale dal sapore dolce e delicato che la rende unica. Tanti i produttori della zona, ognuno con la sua storia da raccontare, come i fratelli ultranovantenni Carlo e Franco Miani, che al momento della raccolta ancora oggi si arrampicano scalzi sugli alberi come da ragazzini; come Massimo Bonetti dell’agriturismo fondo Montecuccoli, che coltiva sul terreno che nel ‘500 veniva già lavorato dalla sua famiglia al servizio del casato Montecuccoli; o Maria Miani, che narra divertita di come il suo bisnonno vinse la proprietà, che oggi è l’azienda La Bifolca, giocando a carte con la Marchesa Montecuccoli.

Il profilo del borgo di Castelvetro segna il passaggio dalla pianura alla collina, ed è famoso per il Lambrusco Grasparossa, il vitigno che nei secoli ha preso il sopravvento sugli altri ed è oggi uno dei principali punti di orgoglio del territorio. Anche qui i saperi e i sapori vengono da lontano, come nel racconto di Alessio Altariva, quarta generazione di vignaioli, seconda generazione che si dedica al biologico: nelle parole di Alessio si ritrova l’amore per il territorio e il proprio lavoro, la ricerca incessante di un’innovazione pur nel rispetto delle regole.

Dal vino, l’aceto: dove la pianura torna a fare da padrona c’è Spilamberto, piccola capitale dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, che ha qui il suo tempio nel Museo e i suoi celebranti nella Consorteria presieduta dal Gran Maestro Maurizio Fini, che racconta di come si convertì al balsamico per aver sbagliato l’esposizione della sua cantina, orientata a sud, facendo scoppiare i tappi e rovinando la sua riserva, ma scoprendo un mondo nuovo.

‘Gli archivi di questi paesi sono una miniera di storie, che raccontano di gente che ‘si ingegna’’, afferma Achille, ‘che si da da fare per ottenere il meglio dal territorio, coltivando e allevando, in una pianura fertile e ricca, in cui l’animale principe è il maiale...’.

La statua di un maialino nella piazza di Castelnuovo Rangone racconta questo legame profondo, che data al tempo dei Romani; e proprio a Castelnuovo la famiglia Villani è attiva almeno dal 1860, come racconta la denuncia conservata nell’archivio comunale in cui la bisnonna di Giuseppe Villani, attuale proprietario dell’omonimo salumificio e fondatore del primo museo della salumeria in Italia, denunciava un furto di pancetta da casa sua.

Ma non solo in pianura si alleva il maiale: i quasi 500 capi di mora romagnola di Giuseppe Ferri, che ha abbandonato la ‘carne bianca’ per un prodotto di nicchia, puntando sulla qualità, vagano liberi per i campi scoscesi e sono il simbolo della permanenza della tradizione del maiale anche in Appennino, dove però la specialità è un’altra.


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