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CECILIA MANGINI - VISIONI E PASSIONI - La mostra a Bari


L'esposizione sarà visitabile dal 21 gennaio, primo anniversario dalla morte di Mangini, al 7 marzo.


CECILIA MANGINI - VISIONI E PASSIONI - La mostra a Bari
Il Consiglio regionale della Puglia rende omaggio alla grande autrice del cinema documentario italiano, con la Mostra ‘CECILIA MANGINI - VISIONI E PASSIONI (fotografie 1952-1965)”, ideata e realizzata da Archivio Cinema del reale, Erratacorrige, Big Sur, OfficinaVisioni.

La mostra, allestita nel Palazzo di via Gentile, a Bari, sarà visitabile dal 21 gennaio 2022, primo anniversario dalla morte di Mangini, al 7 marzo 2022.

Nata a Mola di Bari nel 1927 e scomparsa il 21 gennaio dello scorso anno, Cecilia Mangini ha studiato a Firenze e vissuto a Roma fin dai primi anni Cinquanta. Festeggiata in giro per il mondo con incontri, personali e retrospettive (ultime, in ordine di tempo, quelle a Rotterdam, Parigi, Vienna, Spilimbergo, Siviglia, Torino), che ne hanno sancito lo statuto di figura di primo piano a livello anche internazionale.

"Cecilia - ha detto la Presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone - è una delle figure più significative della storia del cinema italiano, inarrestabile pioniera del cinema documentario, prima donna a girare documentari nel dopoguerra, autrice di capolavori come Ignoti alla città, Stendalì e La canta delle marane, realizzati in collaborazione con Pier Paolo Pasolini, ha raccontato dalla fine degli anni Cinquanta alla metà dei Sessanta un'Italia divisa tra boom economico e contraddizioni sociali, sempre con grande attenzione alla Puglia e alle regioni del Sud Italia. Con il suo lavoro Cecilia ha saputo indagare e cambiare il mondo. Con questa mostra il Consiglio Regionale della Puglia ha voluto rendere omaggio alla nostra geniale conterranea, ricordarla attraverso le sue opere, consentire che la P uglia intera possa goderne".

L'esposizione, a cura di Paolo Pisanelli e Claudio Domini, segue l'avventura fotografica di Cecilia Mangini: Panarea e il bianco abbacinante delle cave di pomice di Lipari, la Puglia sospesa tra tradizione e consumismo (con le immagini della Fiera del Levante del 1960), la Firenze popolare che diventerà poi protagonista del documentario La Firenze di Pratolini, le periferie milanesi. Senza dimenticare lo straordinario viaggio in Vietnam del 1965-66 - appartenenti all'archivio privato dell'autrice e "ritrovate" dopo più di cinquant'anni - per la preparazione (insieme al compagno di vita e lavoro Lino Del Fra) di un film mai realizzato; e ancora, una galleria di ritratti dei grandi del tempo (da Pasolini a Moravia, da Fellini a Carlo Levi, da Montanelli a Flaiano, da Chaplin a Steinbeck, da John Huston a Malaparte) e gli scatti dal s et di La legge, fotografie di backstage scattate su un grande set dimenticato, quello de La Legge, che nel 1958 riunì a Carpino, nell'entroterra del Gargano, il regista Jules Dassin e le star Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Yves Montand, Melina Mercouri e Pierre Brasseur.

La chiusura della mostra coincide con il centenario della nascita di Pasolini, ricordando che Mangini-Pasolini è stata una collaborazione importante, a cominciare dal fatto che Pasolini ha scritto il commento per tre documentari realizzati da Cecilia, tra cui quello girato in Puglia a Martano.

L’allestimento è a cura di Francesco Maggiore (Big Sur). Hanno collaborato Federica Facioni, Gianluca Rollo, Enrico Rollo, Lorenzo Quaranta.

L’accesso è libero e gratuito, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, muniti di green pass rafforzato e mascherina FFP2.

A Cecilia Mangini è dedicata anche la pagina di Gennaio del Calendario istituzionale 2022 realizzato dal Consiglio regionale della Puglia, che racconta storie di donne che hanno contribuito alla ricostruzione della nostra Puglia, storie di sacrificio, creatività, bellezza, che abbracciano capi di azione diversi tra loro ma accomunati da due fattori: la determinazione e la speranza.

Dodici donne, figlie naturali di questa terra anche quando nate in altre parti del mondo, che in un tempo difficile hanno saputo fare la differenza nel panorama accademico, umanistico, culturale, dell’informazione, dell’associazionismo, della politica e delle Istituzioni.

Storie meravigliose che il Consiglio regionale ha potuto raccontare anche grazie al prezioso aiuto dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea “Tommaso Fiore”.

21/01/2022, 17:27