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CORRO DA TE - Il regista e il cast


Incontro con Miriam Leone, Pierfrancesco Favino e Riccardo Milani. Dal 17 marzo al cinema il film che racconta la storia d’amore tra un latin lover incallito, e una giovane donna disabile solare e dolce. Una produzione Wildside e Vision Distribution.


CORRO DA TE - Il regista e il cast
Miriam Leone e Pierfrancesco favino (Foto Claudio Iannone)
“Corro da te” racconta le vicende di Gianni, un cinquantenne di successo a capo di un importante brand di scarpe da running che vanta tra i suoi testimonial i più grandi atleti del momento. Latin lover incallito arriva a fingere di essere costretto su una sedia a rotelle per conquistare Chiara, una donna solare e dinamica, musicista per lavoro e tennista per passione nonostante l’incidente che l’ha resa paraplegica, iniziando a provare per lei sentimenti che non avrebbe mai pensato di provare.

“La cosa che cerco di fare sempre è raccontare i lati peggiori del paese”, ha spiegato il regista Riccardo Milani, “in questo caso incarnati dal personaggio di Gianni, il peggiore italiano possibile, con la sopita speranza che da qualche parte della sua testa ci sia una sacca di positività. Incontra un personaggio che riesce a tirargli fuori questo aspetto, che lo fa diventare una persona leggermente diversa”

Nei panni di Gianni, Pierfrancesco Favino:

“Questo film non è mai pietistico”, ha detto l’attore, “e penso che sia il modo migliore per rappresentare le cose come sono in un momento di ipercorrettismo, in cui le cose non si possono chiamare come si chiamano. Credo che questo uomo sia un narcisista, e non mi sembra che viviamo in un’epoca non narcisista, ossessionato dal successo e dalla paura di invecchiare, e non mi pare che viviamo in una società diversa, basta guardaci intorno per capire quanto la disabilità voglia essere non vista. Il film con grande garbo parla della capacità di guardare al di là di quello che siamo noi”.

Un ruolo, quello di Chiara, che ha richiesto una grande preparazione fisica per Miriam Leone:

“Questo mestiere è importante perché ti dà la possibilità di metterti nei panni degli altri”, ha spiegato l’attrice, “di indagare l’altro e di scoprire che l’altro siamo noi, c'è qualcosa di noi sempre nell'altro. PEBA Onlus mi è stata vicina dall’inizio nello sviluppare le mie diverse abilità, non sapevo, per esempio, giocare a tennis in carrozzina, è stato un grande limite all’inizio. C'è un equivoco nella nostra società che la forza sia rappresentata attraverso la prepotenza e l’aggressività, un personaggio come Chiara è positivo perché la sua forza sembra un sorriso, la sua intelligenza sta nel capire l’altro, nel non giudicarlo, è luminosa perché ha attraversato le tenebre, non è diventata una vittima”.

Un personaggio per Favino che ricorda molti ruoli cinici e scorretti della commedia all’italiana:

“Nel momento in cui siamo stati vicino alle associazioni ci siamo accorti che avevamo una licenza, quella di poter parlare in maniera diretta di questo argomento, sicuramente quando si vanno a stuzzicare personaggi come Gianni c’è una memoria che è quella dei guasconi che sono stati interpretati dai grandi attori del passato. Io ho amato molto tutti i difetti di questo personaggio perché è un po’ un coacervo di cose che ci riguardano un po’ tutti”.

Favino ha poi voluto ricordare Piera Degli Esposti, scomparsa lo scorso agosto, che in “Corro da te” ha interpretato uno dei suoi ultimi ruoli:

“Quando eri sul set con Piera non rischiavi mai di fare una cosa sbagliata perché era di una spietata leggerezza, bastava guardarla negli occhi per essere in parte. Ho un’ammirazione per chi riesce a essere così profondamente se stesso facendo questo mestiere, e Piera ti metteva sempre nella condizione di grande generosità e apertura, io molto spesso di fronte a lei mi sono sentito pieno di cose inutili, non sembrava, ma ti portava sempre lei, era come ballare con qualcuno che sa ballare molto bene, balli meglio pure tu”.

10/03/2022, 17:23

Caterina Sabato