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HISTORIA EN CAMINO - Bernardini: "Il mio cinema illustrato"


Il progetto è prodotto da Itaca Story e da Paguro Film, in collaborazione con Archives Portal Europe e con Neverbird Productions


HISTORIA EN CAMINO - Bernardini:
HISTORIA EN CAMINO è l'ultima fatica di Matteo Bernardini, presentata in anteprima mondiale il 6 ottobre a Madrid in cineteca per la Giornata del cinema spagnolo, pronta a continuare il suo viaggio a novembre prima in Austria e poi in Norvegia.
Un lavoro che sfrutta il disegno in modo innovativo pur mantenendo l'anima analogica, riuscendo a coinvolgere (e divertire) grazie a "trucchi" antichi quanto il cinema, e anche di più.

In pandemia hai esordito nell'animazione con la serie "The Little Broomstick Rider", ora questo nuovo progetto: hai scelto la strada del disegno animato?

Tutto è nato dalla necessità, lo ammetto. Ho inventato questa tecnica, che io chiamo cinema illustrato, che mi è servita per unire finalmente due mie attività, quella di regista e quella di illustratore che fino lì non avevano mai coinciso.
Per me ora è molto interessante riflettere sul concetto di immagine in movimento, questo stile riprende la tradizione dei teatrini di carta del Seicento, con disegni statici: la sfida e l'avventura creativa è ora inserire il movimento, cercando di avvicinarmi all'animazione più classica.

Come nasce "Historia en camino"?

Si tratta di un lavoro realizzato per conto degli Archivi Statali di Spagna e finanziato da Creative Europe. È incentrato sul Cammino di Santiago, e su come questo sia strettamente connesso all’Europa storicamente, culturalmente e politicamente.
La richiesta della committenza era quella di mostrare i documenti d'archivio raccontati nello script (scritto da Stefania Pero e Marta Musso, che hanno fatto un'importante ricerca presso gli archivi spagnoli ed europei), ed io li ho resi parte integrante della narrazione.

E dal punto di vista artistico?

Cercavo l'armonia stilistica ma volevo sfruttare al massimo le possibilità del mezzo, in armonia con le richieste ovviamente. Abbiamo giocato con gli stilemi del teatro barocco, con scenografie che cambiano a vista: i materiali d'archivio vengono usati come fondali, e poi anche letti e presentati dai protagonisti.
Non c'è nulla di digitale, è tutto vero, stampato disegnato e animato davanti all'obiettivo!

Il futuro è ancora con questa tecnica?

Ho un paio di progetti possibili, uno in live action e uno di animazione, ma sono complessi entrambi. Vorrei sperimentare sempre con questa tecnica, ma acquerellando a colori... vedremo.
Ci vorrà tempo: "Historia en Camino" mi è costato un mese e mezzo di lavoro quotidiano, senza alzare mai la testa e facendo quasi tutto da solo.
Preferisco procedere così per mantenere un controllo pressoché totale e diretto sulla materia su cui vado ad agire, non per essere dispotico ma per avere libertà ed elasticità di organizzarmi. E' stato davvero un lavorone, ma rigenerante!

11/10/2022, 18:20

Carlo Griseri