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Note di regia di "Zio Palmiro"


Note di regia di
Ho comprato la fotografia che ritrae il volto di un uomo in un mercatino dell’usato per 10 euro. Non conoscevo e tuttora non conosco la sua vera identità, ma la forza del suo sguardo era evidente e mi ha catturato. Ho immaginato che si chiamasse Palmiro, che avesse un carattere austero e che fosse molto fortunato al gioco. Uno di quei parenti infami che vincono grandi somme di denaro e poi fanno miseri regali ad amici e nipoti. Palmiro diviene dunque un personaggio atipico che, attraverso la sua fissità e la sua espressione, rimanda ad alcuni personaggi del cinema muto. Il cortometraggio Zio Palmiro ruota attorno al concetto di fortuna, vista come una forza senza scopo, imprevedibile e incontrollabile, che plasma gli eventi in maniera favorevole per un individuo. La fortuna è un fattore completamente aleatorio e indipendente dal proprio controllo, che non riguarda la volontà, l'intenzione o il desiderio. Mi faceva sorridere l’idea che un certo nipote miserevole chiamato Antonello potesse provare ad estorcere la fortuna di Palmiro. Antonello e il custode abusivo del cimitero, seppur antagonisti, sono in balia di una comune disgrazia: cercano invano di raggiungere la fortuna di Palmiro ma rincorrono solo un fallimento. Un altro concetto cardine del film è la territorialità, vista come l’insieme delle relazioni che un individuo intrattiene per il soddisfacimento dei propri bisogni, con la prospettiva di ottenere il più elevato livello di autonomia. Il custode abusivo si appropria in modo illecito di uno spazio rendendolo il proprio habitat e si relazione con gli altri esseri come il severo padrone di quel luogo. Infine il film vuole mostrare la bestialità e il suo sorgere con naturalezza nell’animo umano. La realtà in cui sono immersi i personaggi del film definisce senza pertanto una condizione umana senza speranza. La voce del prete, proveniente dal registratore a cassette, è un estratto dell’Ecclesiaste nella lettura di Attilio Lolini. Il tono minaccioso di Padre Max intende mettere in guardia chi ascolta ma al contempo sedurlo e, come un vera e propria vendita per corrispondenza, cercare di propinare l’apocalisse ai propri fedeli.

Luca Sorgato