Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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TRAMITE AMICIZIA - L'amico a Pagamento


Alessandro Siani (regista e protagonista) è il proprietario di un’agenzia che offre amici a noleggio. Se hai bisogno di conforto, di compagnia o semplicemente di un consiglio per fare shopping, Lorenzo è il finto amico che fa per te! Nel cast anche Max Tortora, Matilde Gioli, Maria Di Biase. In sala con 01 Distribution dal 14 febbraio in 500 copie


TRAMITE AMICIZIA - L'amico a Pagamento
"Tramite Amicizia" di e con Alessandro Siani
Con questo film di Alessandro Siani, una speranza e svanita: quella di non vedere più film, commedie e comici capaci di arrivare a quel livello che ha portato il cinema italiano all'attuale, disastroso rapporto con il pubblico. Il comico popolare, spesso regionale, altre volte televisivo, non basta più da solo a "fare" un film, non serve a nulla creare sequenze, scrivere dialoghi e chiacchiere al vento per arrivare alla battuta del protagonista, quel genere di battuta, spesso completamente fuori contesto, che ha creato, in tempio andati, il personaggio.

Il personaggio che non basta più, ci vuole la sceneggiatura, ci vogliono i dialoghi e i caratteri e in "Tramite Amicizia" manca tutto. C'è solo l'ego esploso di Siani, capace di piazzare ben due sue immagini nella locandina del film. Ci dovessimo scordare chi è.

Ma è nel film che tutto si limita a ruotare intorno al suo personaggio, partendo dal sé narrante, presente fisicamente (almeno Pieraccioni mette solo la voce...), sin dal primo frame. È lui che ci spiega, guardando noi spettatori negli occhi (senza essere Oliver Hardy) , in cosa consiste il suo lavoro: offrire amicizia, la cosa che più manca oggigiorno, anche per colpa dei social, a tante persone. E dunque ci presenta una serie di casi clinici, descritti come pagliacci, che ripongono in lui una fiducia infinita, grazie alla sua disponibilità (ricompensata) a starli a sentire.

Tra i tanti non ce n'è uno in grado di essere interessante, una sequela di casi umani che nessuno sceneggiatore professionista si sognerebbe di mettere in un film. Gente inetta che niente riesce a dare alla storia; dal più marginale, il vecchio che aspetta alla stazione il ritorno della sua amata svedese da quarant'anni, ogni mercoledì, fino al co- protagonista, l'industriale che, ricco ma solo, decide di vendere l'azienda ai giapponesi e lasciare tutti gli operai per strada. Tra il professionista dell'amicizia e il depresso industriale (Max Tortora) nasce a fatica un rapporto, creato ad arte dai dipendenti per far sentire meno solo il capo ed evitare la vendita della fabbrica dolciaria.

E questo, dopo 25 minuti di chiacchiere di Siani che gira per Ferrara spiegandoci l'importanza degli amici, è il filo conduttore del resto del film. Ma da qui in poi, dal loro incontro organizzato a dovere, comincia una serie di scene al limite dell'inutilità (come detto, spesso utili solo per la battuta in partenopeo del protagonista). Supportati da una colonna sonora che sottolinea il tenore della sequenza (archi uguale sentimento, per intenderci), i personaggi fanno cose e vedono gente, ma così casualmente che neanche Hellzapoppin, per arrivare al proverbiale lieto fine, tra il "volemose bene" e il "chi ha avuto avuto avuto".

In un momento in cui sembra che il pubblico cominci a guardare alla qualità, anche sul prodotto italiano, con film di tutto rispetto che si fanno largo al botteghino, "Tramite Amicizia" fa i fatidici tre passi indietro dopo che il settore ne ha fatto uno avanti.

03/02/2023, 18:38

Stefano Amadio