Note di regia di "Ambra Sabatini: A un Metro dal Traguardo"
L’idea è nata perché Ambra sta diventando un idolo per le nuove generazioni e ci interessava capire cosa si celasse dietro il personaggio. Per farlo l’ho seguita 12 mesi, durante la preparazione per la sua grande sfida sportiva: vincere ai giochi di Parigi 2024. Durante le riprese ci sono stati per Ambra una serie di imprevisti, che sembravano scritti da un autore e che penso abbiano arricchito molto la storia.
Nel film ho voluto mettere in luce il suo tempo interiore, raccontando come cambia la sua esperienza in relazione alla tensione che progressivamente aumenta e diventa sempre più ingombrante man mano che il giorno della gara si avvicina. Per cui, il viaggio inizia con delle riprese molto tranquille, a cavalletto, montate in maniera distensiva e con una musica che accompagna le fasi della preparazione. Poi, gradualmente, la macchina da presa diventa sempre più viva, tenuta a mano, a tratti violenta, come la tensione che pervade la nostra giovane eroina.
La musica originale, composta da Alberto Ladduca, segue lo sviluppo del personaggio e rappresenta anche le sue emozioni. Come ad esempio la sensazione della velocità, evocata grazie ad una serie di strumenti a fiato che richiamano il vento.
Volevo che il racconto fosse carico di sensazioni: che il pubblico percepisse la tensione, il calore del sudore, le urla per lo sforzo, il boato dello Stade-de-France stracolmo di gente che fa il tifo.
E così il film prosegue tra emozioni, alti e bassi della vita di una campionessa tenace, fino al climax finale a tratti drammatico, ma che poi prende una svolta inaspettata e lieve, che una ragazza nei suoi vent’anni può concedersi.
Mattia Ramberti02/04/2025, 16:56